Una jeep per Padre Arialdo Urbani

Il missionario può riprendere il proprio cammino per la diffusione del vangelo nella Repubblica Centrafricana

P. Arialdo Urbani
Foto: https://www.amicibetharram.org/
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Il 5 maggio 2021 padre Arialdo Urbani, appartenente alla Congregazione del Sacro Cuore di Gesù  di Betharram, ha subito un grave incidente nel corso della propria opera di apostolato nella Repubblica Centrafricana. Lo scoppio di una mina ha causato lievi ferite al missionario ed al suo collaboratore e, purtroppo, anche la morte di un giovane che era a bordo del veicolo.

Dall'evento sono trascorsi 168 giorni e la Famiglia betharramita, con un comunicato, ha voluto ringraziare i tanti benefattori che, generosamente, hanno partecipato all'acquisto di un nuovo automezzo indispensabile per raggiungere la popolazione nell'opera di diffusione del vangelo.

Nel comunicato si legge: ”L’associazione missionaria AMICI Betharram Onlus, che sostiene progetti in campo scolastico e sanitario nel Paese africano, si è subito attivata per mettere in campo il progetto “Una jeep per le scuole della missione di Niem”. “Fin dall’inizio – dichiara Giovanni Fossati, Presidente dell’associazione – è scattata una gara di solidarietà. Abbiamo avuto numerose adesioni, sia da parte di singole persone, sia da parte di organizzazioni. In poco tempo si è potuto acquistare il nuovo mezzo e permettere a padre Urbani di riprendere le sue attività nei villaggi più remoti della savana, proprio nei giorni in cui le quindici scuole a lui affidate, stanno riaprendo le loro porte per accogliere i quasi 2100 bambini per l’inizio del nuovo anno scolastico”.

“Oggi è arrivata, qui alla missione, – le parole di padre Urbani – la nuova Jeep in sostituzione di quella andata distrutta. Il primo pensiero, e soprattutto il mio grazie, va a tutti voi che, in questi mesi, vi siete adoperati per sostenere questo progetto che ha preso avvio i giorni successivi al mio incidente. Desidero anche ringraziare per i molteplici gesti di solidarietà e di vicinanza che mi avete inviato: mi avete commosso! Posso solo dirvi che, quando riprenderò la visita nei villaggi e alle scuole, sarete ancora una volta, anzi ancora di più, con me” .

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