Ungheria, vescovi e governo sostengono i profughi

Rifugiati irakeni
Foto: ACS
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Lo scorso 24 gennaio i vescovi ungheresi avevano indetto una colletta straordinaria per i profughi e il risultato è stato di crca 85 milioni di fiorini, altri 120 li donerà il governo ungherese. Somme ingenti se si pensa che il salario medio in Ungheria è di 172 mila fiorini, circa 550 euro.

L’annuncio è stato dato, dal Ministro per le Risorse Umane, On. Zoltán Balog e dal presidente dei vescovi ungheresi Mons. András Veres, il quale ha voluto rammentare che già lo scorso autunno la Conferenza Episcopale aveva inviato una somma di 30 milioni di HUF per gli stessi scopi umanitari.

“In occasione del Sinodo dell’autunno scorso – ha detto Mons. Veres – i vescovi della Siria e dell’Iraq hanno chiesto ai presenti di non promuovere l’esodo dei cristiani del Medio Oriente dalla loro terra natale, ma di aiutarli piuttosto a sopravvivere in posti più vicini alla loro patria. Per questo la Conferenza Episcopale Ungherese ha deciso di impiegare le proprie risorse per assicurare l’istruzione dei bambini profughi, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa.”

Gli aiuti dei vescovi e del Governo ungherese copriranno le spese scolastiche per un anno a circa 400 bambini dei campi profughi di Giordania, Nord Iraq e Libano. Le somme verranno affidate all’organizzazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Kirche in Not), poiché il Governo è convinto che la millenaria tradizione caritatevole della Chiesa cattolica sia la migliore garanzia per far arrivare gli aiuti dove veramente ce n’è bisogno.

Il Ministro Zoltán Balog ha ricordato che l’Ungheria preferisce i gesti concreti di solidarietà. Il Governo, infatti, ha offerto 5 milioni di EUR per la costruzione di un ospedale in Siria, e ha stanziato 200 milioni di fiorini alle principali organizzazioni caritative che si prendono cura dei migranti alle frontiere dell’Ungheria.

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