Uniti a Cristo vinciamo le tentazioni. I Domenica di Quaresima

Gesù scaccia il demonio
Foto: pubblico dominio
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Con questa domenica la Chiesa entra nel tempo quaresimale. Questo tempo “forte”, cioè particolarmente importante, ha lo scopo di aiutarci, attraverso un cammino di conversione, di preghiera e di penitenza, a ritrovare la nostra identità di cristiani e quindi a ritornare all’origine della nostra storia con Cristo e della nostra appartenenza alla Chiesa: il Battesimo.

Questo sacramento, infatti, è all’origine di tutto. La nostra avventura cristiana parte da lì. Il cristiano esiste perché con il battesimo è morto al peccato, è divenuto figlio di Dio, è stato inserito nella grande famiglia di Dio, la Chiesa, e partecipa dell’eredità stessa di Dio, la vita eterna. Si tratta di una grazia che è continuamente messa alla prova dalla attrattiva che suscita in noi “la seduzione del peccato” a casa del quale - come è avvenuto per Adamo ed Eva nel paradiso terrestre – ci allontaniamo dalla volontà di Dio nostro unico e assoluto bene.

La tentazione, tuttavia, è possibile, con l’aiuto del Signore, vincerla. E’ quanto ci insegna il Vangelo di oggi che ci racconta, appunto, le prove con le quali anche Gesù ha dovuto confrontarsi. Esse si riducono sostanzialmente ad una: tentare di portare Gesù Cristo ad allontanarsi dal disegno del Padre per scegliere la via del potere e del prestigio umano.

La prima tentazione: Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane. Non si tratta di un invito a soddisfare un’esigenza fisica, quanto piuttosto di usare il potere di fare miracoli a proprio vantaggio. Gesù supera questa prova con il ricorso alla Parola di Dio: Non di solo pane vive l’uomo. Egli dichiara che c’è una vita, quella divina, che non dipende dal pane materiale, ma che viene donata ed è nutrita dai Sacramenti e dalla Parola di Dio. I sacramenti ci immergono nella vita divina, mentre la Parola di Dio va letta, studiata, accolta e assimilata per farne criterio di condotta da seguire anche quando ci conduce in un cammino che inizialmente contrasta con le nostre aspirazioni naturali. In definitiva la Parola è Gesù Cristo ed è da Lui che attingiamo la forza di fare la volontà del Padre.

La seconda tentazione: Ti darò tutto questo potere e la loro gloria. Satana cerca di affascinare Gesù con l’attrattiva del potere mondano. La ricerca ossessiva ed esclusiva del potere contrasta con il riconoscimento della Signoria di Dio. A Dio, l’unico Signore, viene contrapposta la propria volontà di dominio. Si tratta di un’operazione demoniaca alla quale Cristo contrappone l’unicità di Dio: …Il Signore Dio tuo adorerai: a lui solo renderai culto. Si tratta di un invito a non fare del denaro, del potere, del piacere, di un’ideologia politica, del progresso, della moda un assoluto a cui sacrificare tutto perché si diventa schiavi di queste realtà e si perde la propria libertà e dignità.

La terza tentazione: Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù. Il diavolo sottopone Gesù al fascino del prodigioso e dello spettacolare. Vuole costringere Cristo a dimostrare, mediante gesti clamorosi, la sua divinità per attirare l’attenzione su di sé e perché la gente possa credere.

Gesù dimostra come la via della vita è completamente diversa da quella che propone satana. Essa passa attraverso l’obbedienza e la fiducia in Dio. Cristo con le scelte che opera dimostra che Egli sta irremovibilmente dalla parte di Dio, anche quando ha l’impressione di essere da Lui abbandonato. E’ vero che con la resurrezione è stato liberato dalla morte, ma questo è avvenuto dopo avere amato il Padre e gli uomini fino alla fine, cioè alla morte in croce.

Non deve, dunque, meravigliarci se anche noi siamo sottoposti alla tentazione, la più grave di tutti è quella di sentirci “abbandonati da Dio”. Oggi ci viene comunicata la consolante notizia che noi uniti a Cristo possiamo vincere il tentatore, vivere nella volontà di Dio e realizzare così la ragione per la quale Egli ci ha voluti e amati.

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