Università, non solo un "esamificio"

Giovani in cammino
Foto: CCEE
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Si apre oggi a Szeged, nell’aula magna “Klebelsberg” dell’Istituto Teologico Gál Ferenc Főiskola, l’incontro di pastorale universitaria e di quella giovanile che vedrà riuniti in Ungheria fino a venerdì 29 aprile, una cinquantina di responsabili nazionali di questi due ambiti pastorali per discutere sul tema:Accompagnare la risposta alla chiamata di Dio.

L’incontro costituisce la seconda tappa del processo che porterà alla celebrazione di un Simposio Europeo a Barcellona nella primavera 2017 sull’accompagnamento cristiano dei giovani insieme a tutti i delegati nazionali delle Conferenze episcopali in Europa per la pastorale universitaria, giovanile, scolastica e vocazionale.

“L’università rappresenta se non l’ultimo, certamente un segmento significativo e decisivo del percorso formativo di molti giovani e dell’educazione integrale della loro persona. Allo stesso tempo, per troppi studenti, l’università si riduce ad un esamificio dove l’insegnamento impartito, è spesso improntato su di una mera visione utilitarista del sapere dove solo ciò che è utile ha valore. Se non accompagnato il giovane vivrà quotidianamente un’atmosfera di sfiducia nella sue stesse capacità a raggiungere solide certezze in ordine al vero e al bene, che lo porta in definitiva ad una sfiducia nelle sue stesse capacità a dare un riferimento, un senso ed un orientamento alla propria esistenza” afferma il vescovo di Szeged che ospita l’incontro, S.E. Mons. László Kiss-Rigó, e prosegue ”In questo senso accompagnare il giovane è far sì che l’esperienza universitaria non venga ridotta al superamento degli esami per l’acquisizione di un titolo di studio, ma diventi un tempo favorevole all’approfondimento della fede, un luogo e una opportunità di maturazione della propria personalità, e anche un tempo privilegiato per rispondere alla chiamata di Dio”.

 Dal canto suo, S.E. Mons. Marek Jędraszewski, Arcivescovo di Łódź e a capo della Commissione CCEE Catechesi, Scuola e Università che organizza l’incontro, spiegando il tema afferma “Accompagnare la risposta alla chiamata di Dio dei giovani è un impegno di tutta la comunità ecclesiale, e della pastorale giovanile e di quella universitaria in primis, e significa aiutare i giovani ad imparare a conoscere Gesù! Lui non è, come disse San Giovanni Paolo II agli universitari di Cracovia nel lontano 1979, «una conoscenza che susciti opposizione e ribellione, una scienza davanti alla quale sia necessario fuggire per salvaguardare il proprio mistero interiore. Non è una scienza composta di ipotesi, che riduca l’uomo alle dimensioni socio-utilitarie. La sua è una scienza piena di semplice verità sull’uomo, e soprattutto piena di amore». E’ attraverso l’accompagnamento, il camminare insieme, che potremo aiutare a far crescere nei nostri giovani la passione per la verità, il gusto per la vita, l’impegno per il bene e la fiducia nel futuro”.

 Ad Szeged, la sessione inaugurale, guidata da monsignor Marek Jędraszewski e aperta al pubblico, vedrà gli interventi di monsignor László Kiss-Rigó, del Rettore dell’Università Gál Ferenc Főiskola, Dr. Kozma Gábor e del Rettore dell’Università di Szeged, Dr. Szabó Gábor. Sarà inoltre data lettura del messaggio del Ministro delle Risorse Umane, Dr. Zoltán Balog.

I lavori proseguiranno a porte chiuse. Una particolare attenzione sarà data nel corso dell’incontro all’ascolto delle domande dei giovani, e ai loro problemi. I giovani europei, di fatto al centro dell’incontro e del Simposio del 2017, saranno i relatori principali dell’incontro.

 

Nel corso della sessione sarà presentato il volume contente gli Atti del Congresso di Łódź (16-19 aprile 2015), Essere e diventare responsabile nella vita, Libreria Editrice Vaticana (LEV), pp. 330, €10.00 (disponibile dal 27 aprile).

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