Via Crucis al Colosseo, nell'Anno della Famiglia, le meditazioni scritte dalle famiglie

Annunciato chi redigerà le meditazioni della via Crucis al Colosseo: si tratta di famiglie legate a comunità ed associazioni cattoliche di volontariato e assistenza

Una passata Via Crucis al Colosseo
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Saranno le famiglie le protagoniste delle meditazioni della tradizionale Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo presieduto da Papa Francesco. Nell’Anno della Famiglia, che porta all’Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà a Roma il prossimo giugno, il Papa ha deciso che saranno proprio le famiglie a scrivere le meditazioni, in quello che si caratterizza come il primo anno in cui si torna al Colosseo dopo gli anni della pandemia e delle Via Crucis sul sagrato della Basilica di San Pietro.

Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha dichiarato che “in occasione dell’anno dedicato alla famiglia, con cui la Chiesa celebra i 5 anni

dall’esortazione apostolica Amoris Laetitia, Papa Francesco ha affidato la preparazione dei testi delle meditazioni e delle preghiere per le stazioni della Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo ad alcune famiglie legate a comunità ed associazioni cattoliche di volontariato ed assistenza”.

Bruni aggiunge che “in base alle tematiche scelte, saranno sempre alcune famiglie a portare la croce tra una stazione e l’altra”.

La pratica della Via Crucis con 14 stazioni ebbe origine in Spagna almeno un secolo prima, portata poi in Italia dal francescano padre Salvatore da Cagliari, che fece erigere nel convento delle Croci di Firenze una Via Crucis. Sono 290 anni che c’è una via Crucis in ogni chiesa: la pratica fu stabilita da Clemente XII con il breve Exponi Nobis del 1731.

La prima Via Crucis al Colosseo venne celebrata nel 1750, voluta da papa Benedetto XIV per quell’ anno giubilare. La via Crucis si tenne al Colosseo fino all’Unità di Italia, e poi fu sospesa. La Via Crucis fu installata di nuovo nell’Anfiteatro Flavio nel 1926, ma la croce non era più al centro, ma di lato. Giovanni XXIII portò la via Crucis al Colosseo nel 1959, ma la tradizione costante della Via Crucis al Colosseo venne ripresa nel 1965 da Paolo VI.

Nel 2020, Papa Francesco aveva affidato le meditazioni ai carcerati della casa di reclusione Due Palazzi, mentre per il primo anno post pandemia Papa Francesco aveva affidato ai bambini le meditazioni della Via Crucis.

Andando indietro nel tempo, negli scorsi anni Papa Francesco aveva affidato nel 2019 le meditazioni a Suor Eugenia Bonetti, impegnata da sempre contro la tratta, mentre nel 2018 aveva scelto un gruppo di studenti di Roma per scrivere le meditazioni della Via Crucis, guidati dal professor Andrea Monda, che di lì a poco sarebbe diventato direttore dell’Osservatore Romano.

Nel 2017, fu la teologa Anne Marie Pellettier a scrivere le meditazioni, nel 2016 il Cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nel 2015 dal Cardinale Renato Corti, nel 2014 dall’arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini e nel 2013 da giovani libanesi sotto la guida del Cardinale Béchara Boutros Raï.

Questo a testimonianza che non sono sempre stati teologi e cardinali e scrivere le meditazioni. La santità della porta accanto era stata valorizzata da Benedetto XVI con la scelta dei coniugi Zanzucchi, mentre Giovanni Paolo II nel 2002 affidò le 14 stazioni a 14 giornalisti accreditati dalla Sala Stampa della Santa Sede.

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