Vocazioni in Europa, non tutto è nero

I delegati della pastorale vocazionale europea, in una foto di gruppo durante l'incontro di Tirana del 28 febbraio - 3 marzo 2018
Foto: CCEE
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A venti anni dal documento “Nuove Vocazioni per una Nuova Europa”, conosciuto come “In Verbo Tuo”, i responsabili della Pastorale Vocazionale delle Conferenze Episcopali Europee trovano ancora le difficoltà descritte dal documento. Ma ci tengono a sottolineare che la crisi delle vocazioni non è nera come viene spesso descritta. E questo è cruciale in vista del prossimo Sinodo dei Giovani. 

Il Congresso della Commissione Vocazioni – Evs (European Vocation Service) ha avuto come tema la pastorale vocazionale in Europa. Vi hanno partecipato una cinquantina di delegati rappresentanti delle Conferenze Episcopali nazionali, provenienti da 17 Paesi europei.

Invitati dal vescovo Ottavio Vitale di Lehze, responsabile per la pastorale vocazionale della Conferenza Episcopale Albanese, i delegati hanno discusso della bellezza della vocazione, ma hanno anche compiuto un pellegrinaggio al Santuario nazionale della Madonna del Buon Consiglio (Patrona dell’Albania) a Scutari, dove hanno visitato il Museo-ex carcere (presso l’attuale monastero delle Clarisse) della polizia segreta albanese (“Sigurimi”) ai tempi del regime, dove si è anche pregato e riflettuto dei 38 martiri albanesi uccisi per la loro fede, segno di una vocazione “vissuta in pienezza”, sottolinea una nota del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee

È stato padre Amedeo Cencini, docente presso l’Università Salesiana e l’Istituto di Psicologia dell’Università Gregoriana a Roma, a proporre una analisi dello stato delle vocazioni in Europa, sottolineando che la formula “crisi delle vocazioni” è perlomeno imprecisa. Secondo padre Cencini, è vero che c’è una ideologia secolare sempre più globale e generalizzata che porta ad un trend vocazionale negativo, ma questo vale solo per le vocazioni classiche tradizionali. Ma ci sono poi le vocazioni di vita consacrata, che di fatto estendono il concetto di vocazione.

Il tema del diffuso secolarismo è al centro anche del documento In Verbo Tuo, che era al centro dei lavori. In particolare, al numero 11 del documento si legge che “una cultura pluralista e complessa tende a generare dei giovani con una identità incompiuta e debole con la conseguente indecisione cronica di fronte alla scelta vocazionale”. 

Per questo i giovani sono “nomadi” in mezzo alla grande “quantità e diversità delle informazioni”, perché hanno povertà di informazione, e da lì viene “ansia davanti a impegni definitivi”.

A partire da questo testo si sono sviluppate molte esperienze di pastorale vocazionale, come non ha mancato di ricordare il vescovo Oscar Cantoni, responsabile dell’EVS.

La questione delle vocazioni è cruciale per il prossimo sinodo dei giovani. I salesiani si sono dati da fare, e hanno fatto partire una indagine tra i giovani dei cinque continenti, i cui risultati sono stati presentati all’incontro da Don Fabio Attard. In molti hanno sottolineato il lavoro preparatorio verso Sinodo del prossimo ottobre.

I delegati hanno concordato che la pastorale vocazionale è una responsabilità di tutta la comunità cristiana. Il vescovo Jorge Carlos Patron Wong, segretario per i seminari della Congregazione per il Clero, ha messo in luce che la vocazione ha bisogno del sostegno dell’intera comunità, perché “questo riferimento comunitario funzionerà per tutta la vita sacerdotale”. In un messaggio, il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente del CCEE, ha sottolineato che è necessario far riscoprire la bellezza del sacerdozio.

Nel corso dell’incontro, don Michele Gianola (Italia) e don Filip Hacour (Belgio) sono stati eletti Vice-Coordinatori EVS per un mandato di un anno. Guideranno l’EVS insieme al coordinatore don Emil Parafiniuk (Polonia). Il prossimo incontro si svolgerà nella prima settimana del mese di luglio 2019.

 

 

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