Ultime Notizie: Osce

Gallagher al Ministeriale OSCE di Lodz / Missione della Santa Sede all'OSCE

Diplomazia pontificia, Santa Sede all’OSCE, e poi Cina, Palestina Ucraina

Il 2 dicembre, il Cardinale Piero Parolin ha celebrato l’ordinazione episcopale del nuovo nunzio a San Salvador, Luigi Roberto Cona, finora assessore della Segreteria di Stato. Nell’omelia, il Cardinale gli ha chiesto di essere “architetto di pace”. In quello stesso giorno, si celebrava la festa di Albania alla presenza del presidente Bajram Begaj, che era stato in udienza da Papa Francesco.  

L'arcivescovo Gallagher durante il ministeriale OSCE / Twitter

Diplomazia pontificia: la Santa Sede all’OSCE, le questioni ucraina e armena

Come ogni anno, a inizio dicembre è tempo del ministeriale dell’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa. E, come di consueto, la Santa Sede invia l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, che non solo interviene, ma approfitta dell’opportunità anche per una serie di incontri bilaterali. L’arcivescovo Gallagher ha dato anche una intervista all’agenzia russa TASS, in cui ha parlato della visione della Santa Sede sul conflitto in Ucraina.  

Croce / pd

Europa, ecco come è cresciuta l’intolleranza anticristiana

Nel 2019, ci sono stati più quasi crimini dettati dall’odio anticristiano. La cifra non viene da una delle organizzazioni di difesa dei cristiani perseguitati, ma dall’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, che ha pubblicato un rapporto sul tema il 16 novembre, nella Giornata Internazionale della Tolleranza.  

Il Cardinale Parolin ricorda a Palazzo Borromeo la figura del Cardinale Silvestrini / Ambasciata di Italia presso la Santa Sede

Il Cardinale Parolin e il martirio della pazienza della diplomazia pontificia

Ad Helsinki, 45 anni fa, si firmò l’Atto finale di una conferenza che avrebbe poi dato vita all’OSCE. Ed è da quell’atto finale, con il VII principio centrato sulla libertà religiosa e sottoscritto anche dai Paesi del blocco sovietico che questa libertà religiosa non la applicavano in patria, che cominciò il lento dissolvimento della Cortina di Ferro, fino alla caduta del Muro di Berlino del 1989.  

La firma della Dichiarazione di Helsinki / Wikimedia commons

Diplomazia pontificia, 45 anni dalla dichiarazione di Helsinki

L’1 agosto 1975, ad Helsinki, veniva firmata la Dichiarazione per la Cooperazione per lo Sviluppo che diede poi il via a quella che sarebbe diventata l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa. A rappresentare la Santa Sede ai negoziati c’era monsignor Achille Silvestrini, che sarebbe poi diventato cardinale, e che è morto esattamente un anno fa. E fu lui a presentare la proposta della Santa Sede di includere la libertà religiosa tra i principi della dichiarazione. Una proposta che fu accolta come “una bomba”, e che sarebbe stata destinata a giocare un ruolo fondamentale nella disgregazione del sistema sovietico.  

L'arcivescovo Gallagher durante il suo intervento all'OSCE, 5 dicembre 2019 / Missione della Santa Sede a Vienna

Diplomazia Pontificia, no alla manipolazione dei diritti umani

Ogni inizio dicembre, si tiene il Consiglio Ministeriale dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), e l’intervento della Santa Sede è sempre tra quelli più attesi. Ma c’è stato anche Madrid il COP25, ovvero il 25esimo incontro tra le parti sul clima, un appuntamento cui la Santa Sede tiene molto, tanto che invia il Segretario di Stato vaticano a partecipare.  

Una sessione dell'OSCE / OSCE

La Santa Sede: "Perché si ha paura del cristianesimo?"

Da Ginevra a Vienna, la Santa Sede fa sentire la sua voce sul tema delle armi, dei trattati internazionali del commercio che impediscono l’accessibilità dei farmaci, ma soprattutto tiene il discorso di apertura alla conferenza dell’OSCE sulla lotta all’intolleranza nei confronti dei cristiani. Un incontro di alto livello, quest’ultimo, che si è tenuto a Vienna, nella sede OSCE, il 14 dicembre. Il discorso è stato pronunciato da monsignor Antoine Camilleri, vice ministro degli Esteri vaticano, e rappresenta un punto fermo del modo in cui la Santa Sede vuole sia trattata la libertà religiosa. Una posizione portata avanti non solo per interesse personale – dice monsignor Camilleri – ma anche per tutte le altre minoranze, partendo dal presupposto che la libertà religiosa è la cartina di tornasole da cui si comprende come gli altri diritti fondamentali vengano rispettati.  

Ilsismografo

Osce, la Santa Sede conferma l'impegno contro l'antisemitismo

A 50 anni dalla  Dichiarazione conciliare “Nostra Aetate” sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, monsignor Janusz Urbańczyk, Osservatore Permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite a Vienna, ha ribadito che la Santa Sede è determinata a continuare il suo impegno contro ogni forma di anti-semitismo, perché, come ha affermato Papa Francesco alla  Sinagoga di Roma, “sei milioni di persone, solo perché appartenenti al popolo ebraico, sono state vittime della più disumana barbarie, perpetrata in nome di un’ideologia che voleva sostituire l’uomo a Dio” e “il passato ci deve servire da lezione per il presente e per il futuro”.

La riunione Osce a Vienna / CCEE

Intolleranza e discriminazione contro i cristiani in Europa

L'intolleranza e la discriminazione contro i cristiani è stato il tema della conferenza organizzata dalla Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) a Vienna, il 18 maggio 2015. Le delegazioni dei vari Stati della regione dell'OSCE, nonché ONG attive nel campo dell’intolleranza e della discriminazione contro i cristiani ha discusso in tre sessioni circa l'importanza di rafforzare gli sforzi per prevenire e combattere l'intolleranza e la discriminazione contro i cristiani nella regione dell'OSCE, concentrandosi sui crimini ispirati dall'odio, l'esclusione, l'emarginazione e la negazione dei diritti.