“Quando ho saputo che da parte vostra qualcuno aveva chiesto questa udienza, subito ho detto: “Sì, troveremo il tempo”. Volevo almeno avere l’opportunità di condividere un momento che per voi, in mezzo a tanto dolore e sofferenza, è veramente una prova della nostra fede, è una prova di ciò che crediamo. Uno si domanda tante volte: “Perché, Signore?”. Con queste parole il Papa accoglie in Vaticano i famigliari dei giovani italiani morti o feriti durante l'incendio in un locale della cittadina svizzera, Crans-Montana, la notte di Capodanno. Nell’incendio sono morte 40 persone, 6 giovanissimi gli italiani che hanno perso la vita e ben 116 feriti. Una vicenda molto triste che ha spezzato tante vite durante quella che doveva essere una notte di gioia e festa.
Una messa al Nuovo Santuario del Divino Amore la celebrazione con il cardinale vicario Angelo De Donatis. In ricordo dei defunti sarà piantato un albero di ulivo
Prima del sinodo, erano stati i vescovi svizzeri che, colpiti dallo scandalo degli abusi, avevano detto di voler portare il tema al sinodo su “Comunione. Partecipazione. Missione”. Prima ancora che cominciasse il percorso sinodale, la Chiesa in Germania aveva avviato la sua Synodaler Weg proprio con lo scopo annunciato di rispondere alla crisi della Chiesa che si era creata con lo scandalo degli abusi. E continuamente, da anni, vengono riportati casi veri o presunti di abusi. Per delineare delle linee guida comuni, Papa Francesco aveva istituito, già nel 2014, la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Ed è proprio questa commissione, con una dichiarazione inviata lo scorso 27 settembre, ha fatto appello a tutta la Chiesa perché consideri la questione degli abusi una priorità.
Il Vescovo di Treviri Stephan Ackermann, ha indetto una preghiere per le vittime del gravissimo incidente causato da un auto che si è lanciata a tutta velocità nella zona pedonale della città tedesca.
Il 20 gennaio scorso alla vigilia dell’incontro vaticano dei presidenti delle conferenze episcopali dedicato agli abusi sui minori da parte del clero, a Roma si sono presentati i rappresentanti della Fondazione polacca “Non abbiate paura” che vuole dare aiuto legale e psicologico alle vittime dei preti pedofili in Polonia, anche per ottenere dei risarcimenti da parte della Chiesa cattolica.
Nella serata del mercoledì 20 febbraio il mio telefono squillava senza sosta:
Il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha inviato a nome di Papa Francesco un telegramma di cordoglio per le vittime dell’attentato terroristico avvenuto a Tehran mercoledì 7 giugno. Papa Francesco lo ha definito un atto “di grave e insensata violenza”, ha garantito la sua benedizione a tutti i famigliari delle vittime e le sue preghiere per la pace in Iran.