Città del Vaticano , 09 January, 2026 / 10:00 AM
La diplomazia vaticana, "da secoli si distingue come una presenza discreta, ma efficace, nei contesti internazionali. La Santa Sede, priva di interessi economici o militari, si fa voce morale e spirituale, richiamando costantemente le Nazioni al rispetto della dignità umana, al dialogo e alla riconciliazione. È una diplomazia che non cerca vantaggi politici, ma ponti di pace; che non impone, ma propone; che non si schiera per potere, ma per la persona".
Così il cardinale Harvey arciprete di San Paolo ha introdotto la presentazione di un volume che sarà di grande interesse non solo per gli studiosi ma anche per tutti coloro che vogliono conoscere personaggi che hanno fatto la storia.
Il volume " Le Chiese del 900 e la Santa Sede per la pace", è una miscellanea di scritti per il 65 anni del professore Jan Mikrut per i tipi di Grabrielli editori.
Mikrut, sacerdote e storico polacco è stato vice parroco ancora in epoca comunista, poi inviato a Vienna ha seguito il corso degli studi storici insegnando alla Pontificia Università Gregoriana, e nel 2016 ha dato vita ad una collana di volumi sulla Storia della Chiesa in Europa Centro- orientale.
Il libro è composto da 31 saggi in diverse lingue e alcuni raccontano la vita di personaggi che hanno dato tutto per la causa della pace in collaborazione con la Santa Sede.
A cominciare da Massimiliano Kolbe, e suor Restituta Helene Kafka, ma anche Carlo d'Asburgo e ovviamente alcuni pontefici del secolo scorso: Pio X, Pio XII, Benedetto XV, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.
Lo sguardo è rivolto ad Est. Ma è proprio da quella parte d' Europa che arrivano storie interessanti. Come quella del delegato apostolico in Turchia durante il periodo del disfacimento dell' Impero Ottomano.
Da giornalista sono rimasta affascinata dall'opera di Angelo Maria Dolci che tra il 1914 e il 1922 ha vissuto a Costantinopoli appunto come Delegato Apostolico. Tra le sue azioni anche una fitta collaborazione con la Chiesa Armena. E non dimentichiamo che quelli erano gli anni del genocidio armeno.
La gratitudine della " Nazione armena" per le attività solidali della Santa Sede e di Dolci arrivarono anche alla stampa e Dolci inviava una sua rassegna al cardinale Niccolò Marini segretario della appena nata Congregazione per la Chiesa Orientale.
Scrive Dolci: " Non appena la stampa gregoriana ortodossa si è sentita libera dalla censura e sicura da ogni pericolo, ha reso pubblica testimonianza dell'opera dispiegata dalla S. Sede, a favore della nazione, durante i giorni del suo lutto, testimonianza che per ogni buon fine credo opportuno portare a conoscenza dell'eminenza vostra. Scelgo gli articoli dei più accreditati giornali scismatici e li riproduco qui tradotti dall'armeno". Un lavoro davvero "moderno".
Ovviamente questo è solo una delle tante storie che raccontano la diplomazia pontificia, fatta di pazienza e di fede. "Le vicende illustrate in questo volume - spiega nella prefazione il cardinale Harvey- mostrano come la pace perseguita dalla Chiesa non sia mai stata semplicemente assenza di conflitto ma una pace profondamente radicata nella verità, nella giustizia e nel rispetto della dignità umana. Dalle relazioni con i regimi comunisti, segnate da conflitti sotterranei e difficili mediazioni, alle attività di supporto alle comunità perseguitate, la diplomazia vaticana ha dimostrato una capacità unica di navigare attraverso scenari opprimenti, tenendo sempre fede ai valori evangelici fondamentali".
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