Giubileo della Misericordia, i 5 temi di gennaio

Il Papa apre la porta santa di Santa Maria Maggiore
Foto: Alexey Gotovskij/ CNA
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Il mese di gennaio si apre proprio con l’apertura di una Porta Santa, quella di Santa Maria Maggiore. E così gennaio diventa un mese mariano nel quale la  Porta Santa è porta di misericordia più di ogni altra. Per Papa Francesco è la basilica più amata, la basilica dove si è recato appena eletto e dove  si reca ogni volta che parte e torna da un viaggio.

Una riflessione sul perdono quella del Papa, parola “tanto incompresa dalla mentalità mondana, indica invece il frutto proprio, originale della fede cristiana. Chi non sa perdonare non ha ancora conosciuto la pienezza dell’amore”. Il Papa apre la Porta Santa, sostando in preghiera sulla soglia. E dopo la sosta davanti alla Salus populi romani, un saluto alla gente in piazza: " Una bella serata, ha detto, davanti alla casa di Maria, madre di Dio e madre nostra, Lei ci ha portato la misericordia di Dio che è Gesù, ringraziamo la Madre di Dio" e ancora "spalancate il vostro cuore alla misericordia."

A gennaio Papa Francesco compie anche la sua prima vista del “venerdì di misericordia”. Lo aveva annunciato, “Non è stata una strategia- ha detto- mi è venuto da dentro. Lo Spirito Santo vuole qualcosa. È ovvio che il mondo di oggi ha bisogno di misericordia, ha bisogno di compassione, ovvero di patire con. Siamo abituati alle cattive notizie, alle notizie crudeli e alle atrocità più grandi che offendono il nome e la vita di Dio”.

Il Papa sceglie di andare in forma privata in una casa di Cura nella zona di Torre Spaccata, a Roma, gestita dalla Asl Rm B. 30 persone anziane ospiti della casa, Papa Francesco “ha colto tutti di sorpresa e ha fatto comprendere quanto importanti siano le parole di Papa Francesco contro la cultura dello scarto e il grande valore che le persone anziane e i nonni possiedono nella Chiesa e nella società”. Subito dopo, Papa Francesco va a Casa Iride, la prima struttura pubblica in Italia dedicata alla cura di persone in stato vegetativo persistente che ospita 7 pazienti.

E intanto Francesco pubblica il messaggio per i giovani romani che celebrano il Giubileo ad aprile. “ Non preparate solo gli zaini e gli striscioni- scrive il Papa- preparate soprattutto il vostro cuore e la vostra mente. Meditate bene i desideri che consegnerete a Gesù nel Sacramento della Riconciliazione e nell’Eucaristia che celebreremo insieme. Quando attraverserete la Porta Santa, ricordate che vi impegnate a rendere santa la vostra vita, a nutrirvi del Vangelo e dell’Eucaristia, che sono la Parola e il Pane della vita, per poter costruire un mondo più giusto e fraterno”.

Si preparano i Congressi apostolici della Misericordia, a Roma nell’ Anno Santo e nelle Filippine nel 2017, e si celebra il Giubileo degli operatori dei pellegrinaggi, e il Papa nel suo discorso sottolinea ancora il tema della riconciliazione sacramentale: “Un’accoglienza del tutto particolare - dice- è quella che offrono i ministri del perdono di Dio. Il santuario è la casa del perdono, dove ognuno si incontra con la tenerezza del Padre che ha misericordia di tutti, nessuno escluso. Chi si accosta al confessionale lo fa perché è pentito, è pentito del proprio peccato. Sente il bisogno di accostarsi lì. Percepisce chiaramente che Dio non lo condanna, ma lo accoglie e lo abbraccia, come il padre del figlio prodigo, per restituirgli la dignità filiale”.

A San Paolo nella preghiera ecumenica che ogni anno chiude la settimana dedicata alla unità dei cristiani il Papa torna a palare di perdono: “Come Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa Cattolica, voglio invocare misericordia e perdono per i comportamenti non evangelici tenuti da parte di cattolici nei confronti di cristiani di altre Chiese. Allo stesso tempo, invito tutti i fratelli e le sorelle cattolici a perdonare se, oggi o in passato, hanno subito offese da altri cristiani. Non possiamo cancellare ciò che è stato, ma non vogliamo permettere che il peso delle colpe passate continui ad inquinare i nostri rapporti. La misericordia di Dio rinnoverà le nostre relazioni”.

A fine gennaio arrivano i primi dati ufficiali sulla partecipazione al Giubileo : “ad oggi- dice l’arcivescovo Fisichella- hanno partecipato agli eventi giubilari 1.392.000 persone. Un dato interessante è che il 40% delle presenze proviene dall’estero, in particolare sono di lingua spagnola e francese

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