Giubileo della misericordia, i cinque temi di ottobre

Il Papa nella zona rossa di Amatrice
Foto: Osservatore Romano / Aci Group
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Il mese di ottobre è un mese di viaggi ed ecumenismo. Papa Francesco apre il mese con la seconda parte del viaggio in Caucaso e lo chiude con la visita a Lund per una commemorazione ecumenica della Riforma di Lutero.

Evento politico il primo e storico il secondo.

Giovanni Paolo II era stato in Georgia a dieci anni dalla caduta del Muro di Berlino, Francesco arriva in una epoca storica completamente diversa con la Georgia che cerca ancora una via ecumenica nel rapporto con la Russia e l’ Azerbaijan che tenta la desovietizzazione ancora con difficoltà, ma che è anche sponsor culturale della Santa Sede.

Ma l’ecumenismo è certo la parola chiave del mese soprattutto grazie alla partecipazione del Papa agli eventi di Lund e Malmoe. Il Papa accetta l’invito della Federazione luterana mondiale e alla fine accetta anche di celebrare la messa per la piccola comunità cattolica svedese. Ecumenismo con l’accento a quello che unisce, soprattutto l’impegno per la carità, ma anche con la chiarezza di quello che divide, come il sacerdozio femminile. Il Papa ribadisce parlando ai giornalisti che le ultime parole sono state dette da Giovanni Paolo II  e restano.

Non ci sono riferimenti giubilari in questi eventi, ma è chiaro che per il Papa ogni atto di questo anno è legato all’ Anno Santo, alla misericordia, al perdono.

Misericordia è anche visitare chi è nelle difficoltà, e Papa Francesco va ad abbracciare i terremotati dell’ Italia centrale. Una visita “ a sorpresa” che però non sfugge ai media locali e nazionali. Una giornata intera per Francesco tra macerie fisiche e spirituali.

All’ uscita di una scuola ospitata in un container ad Amatrice, dice “Ho pensato bene nei primi giorni di questi tanti dolori che la mia visita, forse, era più un ingombro che un aiuto, e non volevo dare fastidio. Per questo ho lasciato passare un po’ di tempo affinché si sistemassero alcune cose, come la scuola. Ma dal primo momento ho sentito che dovevo venire da voi! Semplicemente per dire che vi sono vicino, che vi sono vicino, niente di più, e che prego, prego per voi! Vicinanza e preghiera, questa è la mia offerta a voi. Che il Signore benedica tutti voi, che la Madonna vi custodisca in questo momento di tristezza e dolore e di prova”.

Il venerdì della misericordia il Papa lo passa con i bambini e le famiglie del “Villaggio SOS” di Roma, una casa famiglia che accoglie bambini su segnalazione dei Servizi Sociali e del Tribunale, in condizioni di disagio personale, familiare e sociale. Un modello pedagogico e organizzativo del nato Austria nel 1949. Sono stati i piccoli a condurre il Papa nel parco giochi, nelle camerette con i loro giocattoli.

E ai giovani il Papa decide di dedicare il prossimo sinodo dei vescovi nel 2018: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” è il tema dell’ assemblea in continuità con quanto emerso dalle recenti Assemblee sinodali sulla famiglia”.

Ad ottobre arriva anche l’annuncio del terzo concistoro di Papa Francesco, un concistoro segnato dallo spirito dell’ Anno della Misericordia, con la scelta di nuovi cardinali che sono testimoni di misericordia nelle piccole comunità del mondo cattolico.

Tra le opere di Misericordia c’è anche quella di seppellire i defunti, a questo tema è dedicato ad ottobre un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede che ribadisce il no alla sepoltura fuori dai luoghi sacri e all’utilizzo delle ceneri dei defunti in modo improprio.

Martirio e misericordia anche per i sette nuovi santi canonizzati da Papa Francesco il 16 ottobre. Tra loro anche Cura Brochero, il parroco dei gauchos e il giovane cristero José Sanchez del Rio martirizzato in Messico.

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