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121 Cardinali da ogni angolo della Terra. Papa Francesco ridisegna il Sacro Collegio

In 8 concistori il Papa ha inserito nomi a sorpresa ed escluso sedi storicamente cardinalizie. 21 le nazioni rappresentate per la prima volta nel Collegio Cardinalizio

 | Daniel Ibanez CNA | Daniel Ibanez CNA

Papa Francesco è un Pontefice sorprendente nelle scelte ma, tuttavia, metodico nei tempi in fatto di concistori: il Papa, infatti, ha molto spesso insignito della porpora vescovi di sedi non tradizionalmente cardinalizie ma ha voluto celebrare un concistoro all’anno, se si eccettua la pausa del 2021. Otto quelli presieduti, creando complessivamente 121 cardinali di cui 95 elettori al momento della nomina, provenienti da 56 nazioni differenti.

Il primo concistoro di Papa Francesco è datata 22 febbraio 2014, 11 mesi dopo la sua elezione al soglio di Pietro. Il Papa crea 19 cardinali, 16 dei quali elettori. Fra loro vi sono Pietro Parolin, Segretario di Stato; Gherard Mueller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; Mario Aurelio Poli, Arcivescovo metropolita di Buenos Aires e successore immediato del Cardinale Jorge Mario Bergoglio; Gualtiero Bassetti, Arcivescovo  metropolita di Perugia-Città della Pieve che 3 anni dopo sarebbe diventato Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e l’haitiano Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes.

Il 14 febbraio 2015 Francesco celebra il suo secondo concistoro, distribuendo la porpora a 20 nuovi cardinali, 15 dei quali elettori. L’unico curiale è Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Figurano nell’elenco anche il birmano Charles Maung Bo, Arcivescovo metropolita di Yangon; Francesco Montenegro, Arcivescovo metropolita di Agrigento, sul cui territorio insiste l’isola di Lampedusa che è meta di centinaia di arrivi di migranti che attraversano il Mediterraneo, ed il Vescovo di Tonga Soane Patiti Paini Mafi. 

Il terzo concistoro si colloca a conclusione del Giubileo della Misericordia: è il 19 novembre 2016 e Papa Francesco crea 17 nuovi cardinali, di cui 13 elettori. Tra loro vi sono il Nunzio Apostolico in Siria Mario Zenari; Dieudonnè Nzapalainga, Arcivescovo metropolita di Bangui; Carlos Aguiar Retes, allora Arcivescovo metropolita di Tlalnepantla; il redentorista Joseph William Tobin, Arcivescovo metropolita eletto di Newark e l’ultraottantenne Ernst Simoni, presbitero albanese martire del regime comunista.

Il 28 giugno 2017 il Papa presiede il quarto concistoro, creando 5 cardinali, tutti elettori. Tra loro Anders Arborelius, Vescovo di Stoccolma e primo cardinale proveniente dalla Scandinavia e Gregorio Rosa Chavez, Vescovo ausiliare di San Salvador e già stretto collaboratore di Monsignor Oscar Romero.

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Esattamente un anno dopo, il 28 giugno 2018, Papa Francesco procede al quinto concistoro creando 14 cardinali, di cui 11 elettori. Vengono annoverati nel Sacro Collegio, tra gli altri, Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma; Konrad Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità; Luis Francisco Ladaria Ferrer, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Giovanni Angelo Becciu, allora Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato e successivamente Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi che però ha perso per volere del Papa i diritti propri del cardinalato nel 2020 dopo il coinvolgimento nel processo per il Palazzo di Londra.

Il 5 ottobre 2019 ecco il sesto concistoro del pontificato. Papa Francesco crea 13 cardinali, di cui 10 elettori. Tra loro figurano Fridolin Ambongo Besungu, Arcivescovo metropolita di Kinshasa; Michael Czerny, sottosegretario con delega ai migranti del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che poi guiderà, e Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna e futuro Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

In piena pandemia da Covid-19 il 28 novembre 2020 Francesco presiede il suo settimo concistoro, assegnando 13 nuove porpore, di cui 9 con diritto di voto in conclave. Tra i nuovi cardinali il Papa sceglie Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi; Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi e già segretario del Consiglio dei Cardinali per la riforma della Curia Romana; Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino e l’ultraottantenne francescano Predicatore della Casa Pontificia Raniero Cantalamessa.

L’ultimo concistoro risale al 27 agosto 2022: il Pontefice assegna 20 berrette rosse, 16 a presuli con meno di 80 anni e 4 a ultraottantenni. Anche in questa occasione il Papa sorprende. A parte i tre curiali Fernando Vergez, Arthur Roche e Lazarus You Heung-sik, rispettivamente ai vertici del Governatorato e dei Dicasteri del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti, Francesco sceglie Oscar Cantoni, Vescovo di Como la cui diocesi è suffraganea di Milano che resta senza porpora anche questa volta. Lo stesso discorso si estende a Robert McElroy, Vescovo di San Diego, diocesi suffraganea di Los Angeles. Da segnalare anche la creazione del Cardinale più giovane: è il 48enne missionario Giorgio Marengo, Vicario Apostolico di Ulan Bator in Mongolia. Tra gli ultraottantenni Papa Francesco sceglie il gesuita Gianfranco Ghirlanda, tra gli estensori della Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium che ha riformato la struttura della Curia Romana.

Nei suoi 8 concistori Papa Francesco ha inserito per la prima volta nel Sacro Collegio 21 Cardinali provenienti da Paesi che finora non erano mai stati rappresentati: Haiti, Dominica, Myanmar, Panama (sebbene il Cardinale Lacunza sia spagnolo di nascita), Capo Verde, Tonga, Repubblica Centrafricana, Bangladesh, Papua Nuova Guinea, Malesia, Lesotho, Mali, Svezia, Laos, El Salvador, Lussemburgo, Ruanda, Brunei, Timor Est, Singapore e Paraguay.

 

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