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Papa Francesco alla FAO, “risuoni il grido degli affamati”

In un messaggio inviato per la Giornata Mondiale della consapevolezza dei rischi alimentari

Papa Francesco FAO | Papa Francesco durante il suo intervento alla FAO, 16 ottobre 2017
 | Giulio Napolitano / FAO - CNA Papa Francesco FAO | Papa Francesco durante il suo intervento alla FAO, 16 ottobre 2017 | Giulio Napolitano / FAO - CNA

In un messaggio inviato al segretario generale della FAO Qu Dongyu per la giornata internazionale della Consapevolezza dei Rischi Alimentari, Papa Francesco invita ancora una volta a combattere la cultura dello scarto, e ricorda che il “grido degli affamati si deve sentire lì dove si prendono le decisioni”.

Nel messaggio, il Papa sottolinea che “sapendo che moltitudini di esseri umani non possono accedere ad una alimentazione adeguata o ai mezzi per procurarsela”, il fatto che ci siano alimenti che si deteriorano per “l’assenza di mezzi per portarli a destinazione” è “vergognoso e preoccupante”.

In questo modo, afferma Papa Francesco, l’umanità si divide in quelli che “hanno abbastanza e quelli cui manca l’essenziale”, e così facendo aumentano le ineguaglianze”.

Così, il Papa chiede che il grido degli affamati deve “risuonare nei centri dove si prendono le decisioni”, non può restare “soffocato o in silenzio”, anche perché i dati dicono che le persone affamate sono aumentate nell’ultimo anno a causa delle ultime crisi.

Eppure, “nel mondo c’è abbastanza cibo perché niente vada sprecato”, e si produce cibo “sufficiente per 8 mila milioni di persone”. È una questione, afferma Papa Francesco, di “giustizia sociale”, anche perché “gli alimenti non possono essere oggetto di speculazione”.

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Il Papa definisce “scandalosa” la “produzione compulsiva di cibo per arricchirsi, cosa che “contribuisce significativamente all’incremento dell’emissione di gas serra, e dunque, al cambio climatico”.

Papa Francesco che la “terra che sfruttiamo avidamente” geme, e ricorda che sono i giovani che “stanno chiedendo con forza che pensiamo a loro”, aggiustando il nostro sguardo e “dando il meglio di noi stessi per prenderci cura della casa comune”.

È ora – dice il Papa – di agire con urgenza per il bene comune”, perché tutti noi “siamo chiamati a riorientare lo stile di vita in maniera cosciente responsabile”, perché tutti abbiano gli alimenti di cui necessitano “in quantità e qualità”.