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Papa Francesco: "Con Gesù la possibilità di ricominciare c’è sempre"

All'Angelus Papa Francesco ha ricordato che "bisogna scendere dal piedistallo e immergersi nell’acqua del pentimento”

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Giovanni Battista “più che un uomo duro, è un uomo allergico alla doppiezza”. Il suo invito alla conversione “è un grido di amore, come quello di un padre che vede il figlio rovinarsi e gli dice: non buttare via la tua vita!”. Lo ha detto il Papa, stamane, introducendo l’Angelus in occasione della II Domenica di Avvento.

L’ipocrisia – ha ammonito Francesco - è il pericolo più grave, perché può rovinare anche le realtà più sacre. Per questo il Battista – come poi anche Gesù – è duro con gli ipocriti, per scuoterli”.

Per accogliere Dio – ha proseguito Papa Francesco - non importa la bravura, ma l’umiltà; bisogna scendere dal piedistallo e immergersi nell’acqua del pentimento”.

Giovanni Battista deve far riflettere anche noi “che pensiamo di essere migliori degli altri. L’Avvento è un tempo di grazia per toglierci le nostre maschere e metterci in coda con gli umili; per liberarci dalla presunzione di crederci autosufficienti, per andare a confessare i nostri peccati e accogliere il perdono di Dio, per chiedere scusa a chi abbiamo offeso. Così comincia una vita nuova. E la via è una sola, quella dell’umiltà: purificarci dal senso di superiorità, dal formalismo e dall’ipocrisia, per vedere negli altri dei fratelli e delle sorelle, dei peccatori come noi, e in Gesù vedere il Salvatore che viene per noi, così come siamo, con le nostre povertà, miserie e difetti, soprattutto con il bisogno di essere rialzati, perdonati e salvati”.

Con Gesù – ha concluso il Papa - la possibilità di ricominciare c’è sempre. Ci aspetta e non si stanca mai di noi. Non lasciamo passare questo Avvento come i giorni del calendario, perché è un tempo di grazia per noi, adesso, qui!”.

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Dopo aver recitato l’Angelus il Papa ha salutato i tanti fedeli, in particolare i polacchi, ringraziandoli per il sostegno alla giornata di preghiera e di aiuto materiale per la Chiesa dell'Est.

Affidiamo alla intercessione dell’Immacolata – ha concluso – “la nostra preghiera per la pace in particolare per il martoriato popolo ucraino”.