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Il Papa: “Non restiamo più cristiani da sacrestia o da salotto”

L’Angelus di Papa Francesco

Papa Francesco |  | Vatican Media / ACI group Papa Francesco | | Vatican Media / ACI group

Gesù in movimento. Papa Francesco descrive così il Vangelo della Liturgia odierna durante l’Angelus in Piazza San Pietro.

“Egli infatti, ha appena finito di predicare e, uscito dalla sinagoga, si reca nella casa di Simon Pietro, dove guarisce la sua suocera; poi, verso sera, esce di nuovo verso la porta della città, dove incontra tanti ammalati e indemoniati e li risana; la mattina dopo, si alza presto ed esce per ritirarsi a pregare; e infine si rimette in cammino attraverso la Galilea”, spiega il Papa il ricco Vangelo odierno.

Questo movimento per Francesco è importante perché ci mostra “Gesù che va incontro all’umanità ferita e ci manifesta il volto del Padre”.

“Può darsi che dentro di noi ci sia ancora l’idea di un Dio distante, freddo, indifferente alla nostra sorte. Il Vangelo, invece, ci fa vedere che Gesù, dopo aver insegnato nella sinagoga, esce fuori, perché la Parola che ha predicato possa raggiungere, toccare e guarire le persone. Così facendo ci rivela che Dio non è un padrone distaccato che ci parla dall’alto; al contrario, è un Padre pieno d’amore che si fa vicino. Dio è vicinanza, compassione e tenerezza”, commenta il Pontefice.

Questo incessante camminare di Gesù ci interpella. Possiamo chiederci: abbiamo scoperto il volto di Dio come Padre della misericordia oppure crediamo e annunciamo un Dio freddo e distante?”, domanda il Papa.

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Poi l’invito finale del Papa: “Non restiamo più “cristiani da sacrestia”, o “da salotto”, ma ci sentiamo chiamati a diventare portatori della speranza e della guarigione di Dio”.

Subito dopo la preghiera mariana il Papa passa ai consueti saluti. “Il prossimo 10 febbraio in Asia orientale milioni di famiglie celebreranno il capodanno lunare, questa festa sia occasione per vivere relazioni di affetto e che ogni persona sia riconosciuta e accolta nella sua dignità”, dice subito il Pontefice.

Poi ancora e sempre accorato l’invito a pregare “per la pace che oggi più che mai è messa a rischio in molto luoghi, e’ responsabilità dell’intera famiglia umana. continuiamo a pregare per le popolazioni che soffrono”.

"Oggi, in Italia, si celebra la Giornata per la Vita, sul tema “La forza della vita ci sorprende”.Mi unisco ai Vescovi italiani nell’auspicare il superamento di visioni ideologiche per riscoprire che ogni vita umana, anche quella più segnata da limiti, ha un valore immenso ed è capace di donare qualcosa agli altri", dice il Papa.

Poi un pensiero sulla giornata mondiale della tratta, che si celebrerà il prossimo 8 febbraio. "Preghiamo anche per i morti e i feriti degli incendi del Cile", conclude il Pontefice.