Advertisement

Le stazioni romane per la Santa Pasqua, Santa Maria Maggiore

La basilica mariana ripensata da Sisto V

Santa Maria Maggiore |  | Wikipedia Santa Maria Maggiore | | Wikipedia

“In questo solennissimo giorno di Pasqua si celebra la Statione in questa chiesa della gloriosa Vergine”, cioè a Santa Maria Maggiore, spiega Pompeo Ugonio nella sua guida del 1588 alle stazioni quaresimali.

Il motivo, spiega, è “perché lei (come crediamo) fu la prima a cui fu manifestato il N. Sig. & suo figliuolo risuscitato, onde a lei si volge la Chiesa con quel bel Cantico”, cioè la preghiera del Regina Coeli, che Ugonio poi riporta per intero.

Ugonio scrive pochissimi anni dopo che Papa Sisto V ha dato nuova vita alla liturgia delle stazioni quaresimali, sconvolgendo i cardinali con la sua decisione di andare a celebrare tutte le domeniche di Quaresima nella chiesa romana indicata dalla tradizione. Sisto V ha perciò anche riorganizzato molte delle stazioni in questo sistema che trasforma tutta la città in una chiesa dove il Papa celebra la messa.

“N. Sig. Sisto V”, scrive Ugonio, ha instituita in questo giorno la Cappella Pontificale la matina a S. Gio. Laterano, dove dà la solenne benedittione al popolo.”

Sisto VI non solo riorganizza la liturgia delle stazioni quaresimali. Nel suo progetto di una Chiesa “in uscita” trasforma tutta la città. Apre la Via Merulana come una strada dritta e larga per le processioni tra San Giovanni e Santa Maria Maggiore. Dove la Via Merulana arriva al Laterano, Sisto V demolisce tutto l’antico palazzo medievale dei Papi, crea l’attuale piazza dove colloca l’obelisco che era a Circo Massimo, e costruisce, come sfondo, la grande loggia del transetto nord della basilica di San Giovanni. Là, da questa nuova loggia, Sisto V poteva dare “la solenne benedittione al popolo.”

Advertisement

Già da tempo l’ingresso più usato della basilica di San Giovanni era quello verso nord, nel transetto, perché era più vicino alla città.

“Per render la detta entrata più riguardevole,” spiega Ugonio, hora appunto il gran Sisto Quinto vi fa fare un magnifico Portico di bianche pietre di Travertini, con conci & lavori bellissimi, & una loggia di sopra spatiosa & reale, onde vuole si dia la benedittione Papa al popolo per l’avvenire. A questo effetto ha allargato dinanzi una gran piazza, gettato a terra la Torre vecchia de gli Annibaldi, con alcuni altri rovinosi edifitij. Et nel mezzo di questa piazza a perpetuo ornamento della Christiana Religione, & di questa Sacrosanta Basilica, vi drizza il superbissimo Obelisco di Constantio, che con gran stupore habbiamo visto cavar fuori del fondo del Cerchio Massimo.”

E infatti sulla facciata della loggia del transetto nord della basilica si legge un’iscrizione in latino che spiega che la loggia è stata costruita da Sisto V “ad benedictiones”. Così tutta l’azione di Papa Sisto V nell’urbanistica romana, e la sua idea di risuscitare l’antica liturgia stazionale, culminano nell’immagine del Papa che dà la benedizione dalla loggia del transetto nord di San Giovanni il giorno di Pasqua.