Toruń , sabato, 3. gennaio, 2026 14:00 (ACI Stampa).
Il regime comunista in Polonia combatteva sempre la Chiesa percepita come nemica dell’ideologia comunista e la sua visione materialista del mondo e dell’uomo. Nel mirino dei servizi comunisti c’erano prima di tutto i sacerdoti e i vescovi, cominciando dai pastori carismatici come i cardinali Wyszynski e Wojtyla. Dopo l’elezione del card. Wojtyla a Pontefice il regime comunista preparava vari tipi di provocazioni e tentavano ad ogni prezzo di screditarlo: tutto per sminuire l’impatto dell’azione pastorale del Papa nella sua patria. Ma le stesse forze ex-comuniste continuarono a criticare Giovanni Paolo II anche dopo la svolta democratica nel 1989, alleandosi con gli ambienti liberali anticlericali e con i cattolici “aperti” che mal sopportavano la linea “conservatrice” della Chiesa di Wojtyla. Oggi le stesse forze vogliono far dimenticare la grande eredità del Papa che ha dato tanto alla sua Patria. Un esempio lampante: il tentativo da parte del governo di Tusk di distruggere il Museo “Memoria ed Identità di San Giovanni Paolo II".
Quando in Polonia è nata l’idea di organizzare un museo dedicato al patrimonio intellettuale di san Giovanni Paolo II, si è pensato di chiamarlo Museo “Memoria e Identità”, come il titolo del suo ultimo libro: doveva essere un museo della storia polacca vista con gli occhi di Papa Wojtyla. Questo Museo, costruito nella città di Toruń, ha avuto due co-fondatori: il Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale e la Fondazione Lux Veritatis. Oggi, quando il Museo è quasi completato, il Ministero della Cultura del governo, sta cercando di distruggere questa grande iniziativa come molte altre simili che mirano a mantenere viva la memoria del Papa polacco. Il governo di Tusk, il più anticlericale degli ultimi decenni, lo fa per puro scopo ideologico, anche a costo di non rispettare gli accordi firmati e mentendo circa le condizioni del contratto con la Fondazione Lux Veritatis.
Tanta gente si è mossa in difesa di questo Museo che simboleggia l’eredità di Papa Wojtyla per la Polonia. I polacchi continuano a raccogliere firme per impedire al governo di chiudere la struttura. Ce ne sono già mezzo milione, e ne stanno arrivando di nuove. Ma il Ministero della Cultura del governo Tusk, accecato ideologicamente, per il momento fa orecchie da mercanti.
Recentemente, il 23 dicembre, anche l'Associazione Giovanile Cattolica polacca ha emesso un comunicato di protesta contro i tentativi di sabotare il funzionamento del Museo. Come viene spiegato nell’inizio dell’appello, l’Associazione, «consapevole della propria storia, missione e responsabilità per la formazione delle giovani generazioni, si oppone fermamente a qualsiasi tentativo di sospendere o limitare le attività del Museo “Memoria ed Identità” di San Giovanni Paolo II di Toruń».
I giovani polacchi spiegano che non si tratta solo di una questione di istituzione culturale: «È un attacco ai fondamenti della memoria nazionale, all'eredità di San Giovanni Paolo II, alla verità sulla Polonia e sulla sua identità spirituale». E questo è tanto più grave perché oggi i giovani «sperimentano la manipolazione, la relativizzazione dei valori e una cultura dell'oblio», perciò «privarli di uno spazio di formazione e di educazione storica sarebbe un atto profondamente dannoso per il futuro della nazione».




