Kiev , giovedì, 15. gennaio, 2026 14:00 (ACI Stampa).
Chiamata “la perla di Kyiv”, centenaria dal 2019, la cattedrale di San Nicola sarebbe dovuta tornare nella disponibilità della Chiesa cattolica già nel 2022. Ma non è successo, e solo il 6 gennaio 2026, dopo innumerevoli rinvii e un tira e molla tra le autorità locali e la Chiesa, è stato firmato un accordo per l’uso gratuito della chiesa.
L’accordo è stato firmato dal rettore di San Nicola, l’oblato padre Pavlo Vyshkovky, completando un lungo iter procedurale. In particolare, gli ultimi quattro anni sono stati dedicati alla lotta per ottenere giustizia: attraverso memorandum, petizioni e tribunali di tre gradi, che hanno confermato la correttezza della parrocchia nel richiedere l’uso.
"Non è stato facile negli ultimi mesi, quando è stato necessario apportare modifiche alla delibera della CMU e difendere i termini equi del contratto", ha affermato il parroco in un post su Facebook.
In base all'accordo, la parrocchia riceve il diritto di utilizzare la chiesa, mentre l'edificio rimane di proprietà statale e iscritto nel bilancio della Casa Nazionale dell'Organo e della Musica da Camera dell'Ucraina. La comunità è stata autorizzata a celebrare funzioni religiose e ad avviare lavori di restauro a proprie spese, nel rispetto dei requisiti per la tutela del patrimonio culturale.
L’accordo è stato festeggiato con una celebrazione religiosa, cui hanno partecipato il Nunzio Apostolico in Ucraina, l'Arcivescovo Visvaldas Kulbokas, il Vescovo Ordinario della Diocesi di Kiev-Žytomyr, Vitaliy Kryvytskyi SDB, e il rettore della parrocchia di San Nicola, Padre Pavlo Vyshkovskyi OMI, si sono rivolti ai fedeli con parole di grande spiritualità.





