A Gerusalemme accompagnati dalla guide greche medioevali

La copertina del libro
Foto: Edizioni Orientalia Cristiana
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L’anno prossimo a Gerusalemme, amano ripetere gli ebrei nei giorni della Pasqua, e per molti secoli anche i cristiani nelle loro preghiere mettevano il desiderio di visitare la Terra che aveva visto la vita di Gesù.

E fin dai primi secoli serviva ai cristiani una guida, un aiuto per ritrovare i luoghi e visitare i santuari che erano stati costruiti.

Da Egeria in avanti, di guide per la Terra Sante ne furono scritte a migliaia. Ognuna con delle caratteristiche diverse, anche in relazione all’epoca nelle quali venivano estese.

Un recente studio ne mette in relazione alcuni molto speciali del medioevo.

“ Verso Gersualemme. Guide medievali greche di viaggio” è un volume di Edizioni Orientalia Cristiana, l'editrice del Pontificio Istituto Orientale, in collaborazione con Valore Italiano- Lilamé, che riunisce ed esamina le più significative. Gli autori, Vincenzo Ruggieri, Katherine Douramani, e Renata Caruso.

Nel libro è bene in evidenza anche come Gerusalemme sia il luogo sacro per tre religioni, perché descrizioni e racconti di quei luoghi sono presenti in tutte le letterature.

Certo per ogni religione cambiava il luogo davvero sacro all’interno della Città Sacra per eccellenza, ma tutto lascia capire come la letteratura su Gerusalemme sia fondamentale anche oggi per comprendere anche il senso stesso del dialogo tra le religioni.

Il libro racconta come gli scrittori greci spiegano Gerusalemme.

In alcuni si spiega quanti scalini vanno fatti per arrivare in un luogo, le vie, le distanze, i proprietari dei luoghi, i permessi da chiedere, i pericoli, i nemici da affrontare, gli eretici da fuggire.

Niente di romantico, insomma. Piuttosto una letteratura da viaggio che somiglia molto alle nostre guide più dettagliate per viaggiatori “avventurosi”.

Nonostante le necessità pratiche, nelle guide medievali greche si vede quello che gli autori definiscono “qualche luccichio che fa del documento non una mera lista asettica di monumenti accompagnati da un retroterra biblico, ma anche una sincera testimonianza di un’epoca che vedva moltitudini di credenti, che i riti, le Chiese ufficiali, e la politica internazionale avevano divisi”.

Un panorama che assomiglia molto a quello odierno, si potrebbe dire.

Così si leggono passi di Epifanio Agiopolita, Giovanni Fokas, e Predikas Protonotario, ma anche di alcuni testi di anonimi redattori che descrivono perfino il numero dei lumi che coronano il Santo Sepolcro, divisi per appartenenza di rito: “17 lumi, 5 degli ortodossi, 5 dei Franchi, 2 degli Armeni, 2 dei Copti, 1 dei Siri, 2 degli Abissini”.

Una lettura che è un viaggio da non perdere e non solo a Gerusalemme, ma anche nella storia del cristianesimo orientale, delle divisioni che feriscono come delle differenze che arricchiscono. Molto indicato in questa settimana di preghiera per l’ unità di cristiani che stiamo vivendo.

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