Abusi, i vescovi francesi chiedono aiuto al Papa

Al termine della plenaria che si è tenuta a Lourdes, i vescovi di Francia hanno chiesto perdono alle vittime, stabilito un fondo per il risarcimento delle vittime e chiesto aiuto al Papa

La plenaria dei vescovi francesi a Lourdes, terminata l'8 novembre 2021
Foto: Twitter
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Al termine di una plenaria arrivata a un mese dalla pubblicazione del rapporto CIASE che dettagliava la situazione degli abusi in Francia, i vescovi francesi hanno preso le prime decisioni per rispondere agli abusi: stabiliranno un fondo per compensare le vittime, finanziato con la vendita di alcuni immobili della Conferenza Episcopale, ma allo stesso tempo hanno chiesto “al Papa, dal quale deriva la loro missione, di inviare una equipe di visitatori per valutare questa missione in materia di protezione dei minori e per dare, se necessario, il seguito dopo la loro visita”.

La dichiarazione finale dei vescovi francesi aveva come epigrafe “Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”, un chiaro segnale dell’impegno che i vescovi vogliono prendere nel contrastare l’abuso dei minori. Il rapporto del CIASE, che si basava su stime, metteva in luce gli abusi commessi negli ultimi settanta anni, ma in particolare negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso nei convitti per adolescenti e in altri luoghi sotto la responsabilità dell’autorità ecclesiastica.

Tra le decisioni prese, quelle di affidare al giurista Marie Derain de Vaucresson la presidenza dell’Istanza Nazionale Indipendente di Riconoscimento e Riparazione, organismo stabilito proprio per procedere ad una analisi delle denunce ed eventualmente ai risarcimenti stabiliti.

Verranno costituiti “dei gruppi di lavoro composti da laici, diaconi, preti, persone consacrate, vescovi”, cui verranno affidate le vittime degli abusi, e che avranno il compito di affrontare nove questioni chiave che vengono proprio dal rapporto del CIASE: condivisione delle buone pratiche; confessioni e accompagnamento spirituale; accompagnamento dei preti coinvolti; discernimento vocazionale e formazione dei futuri preti; accompagnamento del ministero dei vescovi; accompagnamento del ministero dei preti; integrazione di fedeli laici nei lavori della Conferenza episcopale; analisi delle cause delle violenze sessuali all’interno della Chiesa; strumenti di vigilanza e di controllo delle associazioni di fedeli con vita comune e di ogni gruppo associato a un particolare carisma.

Non solo. Sarà verificata sistematicamente la situazione giudiziaria di ogni agente pastorale che sarà a contatto con i minori, si chiede la partecipazione di almeno una donna nel consiglio di ogni seminario o casa di formazione, con diritto di voto, sarà istituito un tribunale penale canonico nazionale che entrerà in vigore nell’aprile 2022.

Sono misure concrete di impegno, che nascevano già dalla richiesta ad una commissione indipendente di verificare gli abusi. Sembra passata la bufera sul segreto della confessione, perché l’impegno dei vescovi francesi è a tutto tondo. Si aspetta, ora, che il Papa faccia la sua scelta di accompagnamento, e magari che decida la visitazione apostolica richiesta dai vescovi. Sarà questo un modello anche per il futuro?

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