Abusi negli Usa, dolore e vergogna della Santa Sede, ma le riforme fatte funzionano

Papa Francesco
Foto: Aci Group
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“Davanti al rapporto reso pubblico in Pennsylvania questa settimana, due sono le parole che possono esprimere quanto si prova di fronte a questi orribili crimini: vergogna e dolore”.  Sono le prime parole di una dichiarazione del direttore della Sala Stampa della Santa Sede Greg Burk a commento delle ultime notizie che giungono dagli Stati Uniti.

“La Santa Sede- si legge nel testo-  considera con grande serietà il lavoro compiuto dall’Investigating Grand Jury della Pennsylvania e il lungo Interim Report da esso prodotto. La Santa Sede condanna inequivocabilmente l’abuso sessuale su minori. Gli abusi descritti nel rapporto sono penalmente e moralmente riprovevoli. Questi atti hanno tradito la fiducia e hanno rubato alle vittime la loro dignità e la loro fede.

La Chiesa deve imparare dure lezioni dal passato e che dovrebbe esserci un’assunzione di responsabilità da parte sia di coloro che hanno abusato, sia di quelli che hanno permesso che ciò accadesse. La gran parte di ciò che si legge nel rapporto riguarda gli abusi anteriori ai primi anni del 2000.

Non avendo quasi trovato casi dopo il 2002, le conclusioni del Grand Jury sono coerenti con precedenti studi che hanno mostrato come le riforme fatte dalla Chiesa Cattolica negli Stati Uniti hanno ridotto drasticamente l’incidenza degli abusi commessi dal clero.

La Santa Sede incoraggia costanti riforme e vigilanza a tutti i livelli della Chiesa Cattolica per garantire la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili. Sottolinea, inoltre, la necessità di obbedire alla legislazione civile, compreso l’obbligo di denunciare i casi di abusi su minori. Il Santo Padre comprende bene quanto questi crimini possano scuotere la fede e lo spirito dei credenti e ribadisce l’appello a fare ogni sforzo per creare un ambiente sicuro per i minori e gli adulti vulnerabili nella Chiesa e in tutta la società. Le vittime devono sapere che il Papa è dalla loro parte. Coloro che hanno sofferto sono la sua priorità, e la Chiesa vuole ascoltarli per sradicare questo tragico orrore che distrugge la vita degli innocenti”.

Ieri c’erano state dichiarazioni delle varie diocesi dello stato da Filadelfia a Pittsburgh. Le otto diocesi della Pennsylvania hanno risposto  osì alla relazione preparata da una giuria, che ha lavorato per due anni con una procedura non pubblica e con l'aiuto della polizia su  sei delle otto diocesi della Pennsylvania, mentre le altre due sono già state oggetto di precedenti indagini.

Il dossier riguarda gli ultimi 70 anni anche se non ci sono stati nuovi casi da scoprire. Sono state trovate 1.000 vittime.

L’accusa inoltre sostiene che ci sia stata una sorta di "sceneggiatura" per la copertura dei casi.

La  diocesi di Scranton ha pubblicato sul sito web i nomi di 70 colpevoli, sacerdoti e laici, comprese le persone che non sono menzionate nel rapporto della Grande Giuria.

Tutte le diocesi, e anche il rapporto del resto sottolineano i grandi progressi per la trasparenza degli ultimi anni e dichiarano il loro impegno per una completa guarigione oltre al dolore e alla vergogna.

Ti potrebbe interessare