Amazzonia, la sfida del sinodo per una ecologia integrale e una pastorale completa

Popoli amazzonici
Foto: Vatican Media
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Un testo che riassume le classiche osservazioni sui problemi amazzonici, a cominciare dall’uso della espressione “Madre Terra” tipica dei popoli amerindi.

Lo strumento di lavoro per il sinodo dedicato alla Amazzonia “ Nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale” è stato pubblicato oggi.

Il testo per ora è stato pubblicato solo in spagnolo, per leggerlo in italiano si deve andare sul sito della Santa Sede.

Oltre alla analisi della situazione dal punti di vista ambientale, c’è una presentazione della questione pastorale e liturgica. Mancano sacerdoti, e molte etnie chiedono adattamenti liturgici alle loro culture.

Un tema delicato che porta alla proposta della ordinazione anche di uomini sposati, anziani e indigeni, e alla idea di affidare un “ministero ufficiale” alle donne. Il testo è poco chiaro è sarà certamente motivi di polemiche in assemblea.

Richieste del resto non nuove come quelle di coinvolgere i consacrati nella lotta alla povertà e al declino morale, alla dissoluzione della famiglia, allo sfruttamento e alla corruzione.

Il testo parla della conversione ecologica, sinodale, e pastorale come indica Papa Francesco nei suoi documenti magisteriali.

Tra le proposte per una vera evangelizzazione anche quella di un migliore utilizzo della rete di radio cattoliche che già esiste e che andrebbe rafforzata anche con una formazione più specializzata dei comunicatori.

Alcuni passaggi risentono in parte dello stile di certo clero latinoamericano legato alla teologia della liberazione, ormai passata di moda, ma che ha lasciato degli strascichi nel linguaggio.

Come l’uso della parola “martirio” in modo un po’ particolare, non per “odio alla fede” ma per “odio alla giustizia”. Anche questo sarà un tema di discussione probabilmente.

Del resto la questione dello sfruttamento dei popoli amazzonici è ben presente nel magistero.

Gia Benedetto XIV nel 1741 con la Immensa pastorum aveva messo in luce la questione che poi è stata seguita anche dal Pio X e dai suoi successori.

Tra le indicazioni anche quella di dare spazio alla “teologia indica pan amazzonica”, ma anche di promuovere una cultura dell’ onestà, ma anche indicazioni per una vita di famiglia dove “si impara a vivere in armonia: tra i popoli, tra le generazioni, con la natura, in dialogo con gli spiriti”.

Nel testo si parla anche della questione di coloro che lasciano le zone amazzoniche per andare a vivere di espedienti nelle città, una vera piaga sociale cui si chiede di dare una risposta pastorale.

In 147 paragrafi suddivisi nei tre passaggi ormai ben noti del metodo pastorale latino americano, vedere, pensare, agire, e secondo lo stile e la proposta del REPAM la rete ecclesiale panamazzonica.

Insomma lo strumento di lavoro si propone di affrontare la questione “di una realtà complessa  che si colloca al di fuori della legge e del diritto”, ma nel complesso sembra che manchino di forza i concetti chiave della fede: incarnazione, resurrezione e amore.

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