Approvati i nuovi statuti del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II

Il nuovo istituto teologico ora comincia la sua vita. Già attiva la cattedra Gaudium et Spes

Il dies academicus del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II
Foto: Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II
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Quando fu istituito il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, si rendeva noto che tutto sarebbe stato definito con gli Statuti. L’approvazione degli Statuti (qui pubblicati) è arrivata la scorsa settimana, dopo un lavoro di circa due anni e una consultazione con alcuni professori. Sarà dal prossimo anno accademico, dunque, che il Pontificio Istituto farà il suo debutto.

Papa Francesco aveva istituito il Pontificio istituto teologico con il motu proprio Summa Familiae Cura dell’8 settembre 2017. Con il motu proprio, si andava ad elevare il rango del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, stabilito da Giovanni Paolo II nel 1982. L’Istituto si presentava come un centro di ricerca di eccellenza sui temi del matrimonio e della famiglia, aveva creato una rete di istituti gemelli in tutto il mondo ed era ormai un punto di riferimento per tutti.

Delineato come un Pontificio istituto teologico, la struttura aveva la possibilità di emettere lauree e titoli accademici.

Papa Francesco aveva però indicato una direzione precisa. Che era, in generale, quella di guardare agli studi sul matrimonio e la famiglia non solo dal punto di vista stretto della teologia morale, ma anche includendoli nel più ampio raggio delle scienze sociali. Scriveva Papa Francesco nel motu proprio: “La centralità della famiglia nei percorsi di conversione pastorale delle nostre comunità e di trasformazione missionaria della Chiesa esige che – anche a livello di formazione accademica – nella riflessione sul matrimonio e sulla famiglia non vengano mai meno la prospettiva pastorale e l’attenzione alle ferite dell’umanità”

Una delle prime attuazioni del motu proprio del Papa era la nascita della cattedra Gaudium et Spes, inaugurata lo scorso gennaio.

Dando la notizia sul suo sito internet ufficiale, il Pontificio Istituto Teologico sottolinea che “l’approvazione degli Statuti e dell’Ordinamento degli studi sono il risultato di un percorso e di un dialogo di tre anni avviato nella sede centrale dell’istituto, con le 12 sedi extraurbane e centri associati e con la Congregazione per l’Educazione cattolica”.

L’istituto si struttura con due poli scientifici: quello teologico-pastorale e quello antropologico-culturale. Si aggiunge, alla Licenza in Teologia del Matrimonio e della Famiglia, un percorso di Licenza di Studi in Scienze su Matrimonio e Famiglia, che potrà essere frequentato da alunni che abbiano già ottenuto un grado accademico triennale di primo ciclo.

Monsignor Pierangelo Sequeri, preside dell’Istituto, ha dichiarato all’Osservatore Romano che “l’apporto della ricerca teologica alla cultura cristiana – e alla cultura umana nel complesso – non può rimanere il tema di un semplice riconoscimento di principio. La qualità del suo lavoro – di pensiero e di ricerca, di formazione e di orientamento – deve rendersi apprezzabile sul campo, i riferimento all’intelligenza della fede e della realtà che essa è capace di suscitare e di mettere in circolazione”.

Si prevede l’attivazione di altre cattedre “non teologiche”, e un allargamento del corpo docente per alimentare l’apertura alle scienze sociali. Confermati fino ad ora, i professori dell’Istituto Giovanni Paolo II dovranno essere ricontrattualizzati e ci si aspettano sostanziali novità nel corpo docente. 

Sempre all’Osservatore Romano, monsignor Sequeri ha spiegato che il polo teologico-pastorale “verrà generosamente integrato mediante il conferimento di rilievo sistemico all’approfondimento della teologia della forma cristiana della fede, dell’ecclesiologia della comunità e della missione evangelica, dell’antropologia dell’amore umano e teologale, dell’etica teologica globale della vita, della spiritualità e della trasmissione della fede nella città secolare”.

Il polo teologico culturale, invece, “sarà corposamente rimodellato in corrispondenza con le urgenze di aggiornamento del confronto e del dialogo del pensiero e della cultura cristiana negli ambiti del diritto comparato (religioso e civile), della sociologia delle trasformazioni economiche, politiche, tecnologiche della comunità, del ruolo delle istituzioni famigliari nella formazione dell’umano e nella articolazione dei corpi intermedi destinati all’integrazione etica e affettiva del legame sociale”.

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