Assisi ricorda Gino Bartali, il campione che salvò gli ebrei. Uomo con una profonda fede

Gioia Bartali racconta suo nonno Gino, il campione del ciclismo che salvò più di 800 ebrei. Oggi, a 21 anni dalla sua morte, Assisi lo ricorda e lo celebra

Gino Bartali con il figlio Andrea
Foto: Famiglia Bartali
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Un grande ciclista, ma soprattutto un grande uomo, testimone di fede e umiltà. Questo era il campione di ciclismo Gino Bartali, che Assisi ha deciso di ricordare, a 21 anni dalla sua scomparsa, con la recita della preghiera dell’Angelus mercoledì 5 maggio alle ore 12, proprio nella Cappellina privata appartenuta al ciclista toscano e donata nel 2018 al “Museo della Memoria, Assisi 1943-1944”.

E' forte il legame tra Assisi e Gino Bartali. A sottolinearlo ad ACI stampa è proprio la nipote Gioia, che insieme alla sorella Stella, hanno ritenuto che la Cappellina del nonno, donata al papà Andrea, dovesse essere custodita in un luogo speciale come Assisi, dove attraverso il ‘Museo della Memoria, Assisi 1943-1944’ si ricorda l’importante opera di salvezza degli ebrei negli anni delle persecuzioni razziali.

"In occasione del 21esimo anno dalla sua scomparsa, ci stringiamo al caro Monsignor Sorrentino che reciterà la preghiera dell'Angelus proprio nella cappellina del nonno. Tutta la nostra famiglia seguirà l'evento con grande affetto e partecipazione", dice ad ACI Stampa Gioia Bartali, la nipote di Gino Bartali.

Bartali era un devoto cattolico ed era molto legato all'Arcivescovo Angelo Elia Dalla Costa, riconosciuto come Giusto tra le Nazioni nel 2012. Il ciclista è ricordato come il "campione che salvò gli ebrei" perchè Bartali trasportò, all'interno della sua bicicletta, dei documenti falsi per aiutare gli ebrei ad avere una nuova identità. Il 23 settembre 2013 Bartali è stato dichiarato Giusto tra le nazioni dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell'olocausto fondato nel 1953, riconoscimento per i non ebrei che hanno rischiato la vita per salvare quella anche di un solo ebreo durante le persecuzioni naziste.

Per questo motivo il Museo della Memoria di Assisi ospita con grande gioia la cappellina privata del campione, che ha incarnato la storia del ciclismo vincendo tre volte il Giro d’Italia (1936, ’ 37, ’ 46) e due volte il tour del France (1938, ’ 48). Bartali, divenuto Terziario Carmelitano nel 1937, volle questa cappellina in memoria del fratello Giulio, morto prematuramente in un incidente in corsa nel 1936. Fu consacrata nel 1937 proprio dal cardinale e vescovo di Firenze, Elia Dalla Costa.

Anche Papa Francesco, nella sua intervista con la Gazzetta dello Sport, ha reso omaggio alla figura del grande ciclista: "Allo Yad Vashem a Gerusalemme mi raccontarono di Bartali, il leggendario ciclista che reclutato dal Cardinale Elia Dalla Costa, con la scusa di allenarsi in bicicletta, partiva da Firenze alla volta di Assisi e faceva ritorno con decine di documenti falsi nascosti nel telaio della bici che servivano per far fuggire e quindi salvare gli ebrei. Diceva che il bene si fa e non si dice, se no che bene è? Lo Yad Vashem lo considera Giusto tra le nazioni riconoscendo il suo impegno".

Il Museo della memoria, Assisi 1943-1944 che ricorda Bartali è stato inaugurato il 24 marzo 2011 al primo piano della pinacoteca comunale di palazzo Vallemani ad Assisi. L'esposizione, ideata e curata dalla giornalista Marina Rosati e realizzata dall'Opera Casa Papa Giovanni, fondazione della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, è stata poi trasferita nei locali sotterranei del Vescovado – Santuario della Spogliazione di Assisi il 16 maggio 2018 dove attualmente si trova.

La mostra, che si sviluppa in cinque stanze, raccoglie documenti inediti, foto, riconoscimenti, saggi e oggetti sui vari personaggi che si spesero in prima persona per salvare gli ebrei. Tra questi non poteva mancare Gino Bartali.

Nel Museo è infatti esposta l'antica macchina tipografica con cassettiere, taglierina e timbri che stampò i documenti falsi trasportati da Assisi a Firenze da Gino Bartali che ha operato in stretta sinergia con l'organizzazione clandestina "orchestrata" dal vescovo Giuseppe Placido Nicolini. In questa sezione sono esposte anche delle foto inedite di Bartali con monsignor Nicolini degli anni ’37-’38 che evidenziano la profonda amicizia tra i due.

La sezione riferita al campione è composta anche dalla cappellina dedicata a Teresa di Bambin Gesù.

"La cappellina del nonno ha sempre rappresentato un ricordo indelebile della nostra famiglia - commenta ad ACI Stampa Gioia, nipote di Gino Bartali - Nel 1937 mio nonno Gino prese i voti da terziario Carmelitano a seguito della prematura scomparsa del suo amato fratello Giulio, morto a causa di un incidente durante una gara ciclistica. A seguito di quel tragico evento decise di smettere di correre e fu solamente grazie al conforto della sua fede e all'amore di mia nonna Adriana che decise di risalire in sella, per vincere ancora dedicando così le sue vittorie alla Vergine Maria. Nello stesso anno nasce la sua cappellina, dedicata al compianto fratello Giulio, pochi oggetti semplici riposti con cura in una piccola stanza nella sua casa. Un altare consacrato alla Santa Teresina del Bambino Gesù che gli permise di celebrare la messa riuscendo così a praticare la sua fede con devozione e umiltà. Un oggetto prezioso al punto da lasciarlo in testamento a mio padre Andrea. Io e mia sorella Stella abbiamo accolto il suo desiderio e oggi a prendersi cura della cappellina è il vescovo di Assisi, nel Museo della Memoria".

In merito ad Assisi Gioia Bartali aggiunge: "Nessun luogo, più della città serafica, avrebbe potuto celebrare le gesta eroiche di un grande uomo sportivo e di fede, che si rese protagonista, negli anni bui della guerra, salvando centinaia di ebrei, in totale silenzio e senza chiedere nulla in cambio".

Proprio in quella piccola cappella, il Vescovo di Assisi monsignor Domenico Sorrentino, pregherà in ricordo del campione che salvò quasi 800 ebrei dai nazisti. La preghiera sarà guidata dal Vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino e potrà essere seguita sul sito www.diocesiassisi.it (Live diocesi) e sulla pagina Facebook Museo della Memoria Assisi.

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