Bassetti: "Cogliere la sfida del nuovo che avanza nella politica italiana"

Il Cardinale Bassetti, Presidente della CEI, vicino a Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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L'Italia sta vivendo una fase delicata. Lo ha detto il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, aprendo stamane il secondo giorno di lavori dell'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Tuttavia anche "nel contesto attuale" ci sono "ragioni fondate per dire che la partita non è persa".

Ricordando il prossimo centenario dell'appello di Don Sturzo ai Liberi e Forti, Bassetti ha osservato che "vecchi partiti si sono sgretolati, nuovi soggetti sono venuti sulla scena, ma nessuno può negare che nelle migliaia di Comuni italiani ci sono persone che senza alcuna visibilità e senza guadagno reggono le sorti della nostra fragile democrazia. Chi si impegna nell’amministrare la cosa pubblica deve ritornare ad essere un nostro figlio prediletto: dobbiamo mettere tutta la forza che ci resta al servizio di chi fa il bene ed è davvero esperto del mondo della sofferenza, del lavoro, dell’educazione. Quello che ha sempre guidato i cattolici italiani – penso, ad esempio, al beato Giuseppe Toniolo – è stato un grande bisogno di distinguersi e di portare alta la divisa evangelica pure in politica".

"La fede - ha scandito l'Arcivescovo di Perugia - non può essere fumo, ma fuoco nel cuore delle nostre comunità. Credo che, con lo spirito critico di sempre, sia giunto il momento di cogliere la sfida del nuovo che avanza nella politica italiana per fare un esame di coscienza e, soprattutto, per rinnovare la nostra pedagogia politica e aiutare coloro che sentono che la loro fede, senza l’impegno pubblico, non è piena. Ogni società vive e progredisce se minoranze attive ne animano la vita spirituale e si mettono al servizio di chi nemmeno spera più".

Bassetti - che assicura la sua stima verso il Presidente della Repubblica - si rivolge poi al mondo politico, ricordando "a tutti come non basti nemmeno avere un governo per poter guidare il Paese. Occorre – questo Paese – conoscerlo davvero, conoscerne e rispettarne la storia e l’identità; bisogna conoscere il mondo di cui siamo parte e nel quale la nostra Repubblica – cofondatrice dell’Europa unita – è desiderosa di ritornare a svolgere la sua responsabilità di Paese libero, democratico e solidale. Anche la nostra Chiesa è attraversata da un respiro europeo e chi frequenta i nostri confratelli sa quanto le Chiese del Continente siano alla ricerca di idee e di entusiasmi per educare e favorire la crescita di un’etica pubblica. Prendiamo, dunque, le distanze dal disincanto, dalla prepotenza e dalla sciatteria morale che ci circondano. Prendiamo le distanze dalle nostre stesse paure. Facciamolo in nome del Vangelo e sempre con il sorriso e a voce bassa. Ci troveremo a condividere la strada con tante persone buone, sincere e oneste".

Il pensiero di Bassetti si sposta infine sul Mediterraneo, l'area "che ha visto il nascere e il diffondersi dell’esperienza cristiana con la presenza della Chiesa fin dalle origini. È una Chiesa dalla forte spiritualità martiriale, che – in chiave ecumenica e di dialogo interreligioso – può offrire un contributo importante, in pensieri e azioni, a una cultura della pace".

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