Budapest e Slovacchia, per il Papa "un pellegrinaggio di preghiera e speranza"

"Lo riassumerei così: è stato un pellegrinaggio di preghiera, un pellegrinaggio alle radici, un pellegrinaggio di speranza"

Papa Francesco, udienza generale
Foto: Vatican Media / ACI group
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Come da tradizione, il Papa incentra la meditazione dell'Udienza Generale odierna sul suo recente Viaggio Apostolico a Budapest e in Slovacchia. In Aula Paolo VI il Pontefice racconta ai fedeli tappa per tappa le emozioni del suo viaggio. "Lo riassumerei così: è stato un pellegrinaggio di preghiera, un pellegrinaggio alle radici, un pellegrinaggio di speranza", dice il Papa.

Papa Francesco comincia da Budapest, la Santa Messa conclusiva del Congresso Eucaristico Internazionale, rinviata di un anno esatto a causa della pandemia. "Grande è stata la partecipazione a questa celebrazione. Il popolo santo di Dio, nel giorno del Signore, si è riunito davanti al mistero dell’Eucaristia, dal quale continuamente è generato e rigenerato", commenta il Pontefice.

Il pellegrinaggio di preghiera si è concluso in Slovacchia nella Festa di Maria Addolorata. "Anche là, a Šaštín, presso il Santuario della Vergine dei Sette Dolori, un grande popolo di figli è accorso per la festa della Madre, che è anche la festa religiosa nazionale. Il mio è stato così un pellegrinaggio di preghiera nel cuore dell’Europa, cominciato con l’adorazione e concluso con la pietà popolare", dice ancora il Papa.

Per Papa Francesco questo è stato anche un pellegrinaggio alle radici. "Incontrando i fratelli Vescovi, sia a Budapest sia a Bratislava, ho potuto toccare con mano il ricordo grato di queste radici di fede e di vita cristiana, vivide nell’esempio luminoso di testimoni della fede, come i Cardinali Mindszenty e Korec, come il Beato Vescovo Pavel Peter Gojdič. Radici che scendono in profondit fino al nono secolo, fino all’opera evangelizzatrice dei santi fratelli Cirillo e Metodio, che hanno accompagnato questo viaggio come una presenza costante", commenta il Pontefice.

"Più volte ho insistito sul fatto che queste radici sono sempre vive, piene della linfa vitale che è lo Spirito Santo, e che come tali devono essere custodite: non come reperti da museo, non ideologizzate e strumentalizzate per interessi di prestigio e di potere, per consolidare un’identità chiusa. No. Questo vorrebbe dire tradirle e sterilizzarle!", sottolinea il Papa.

Infine quello del Papa è stato ­"un pellegrinaggio di speranza". "Ho visto tanta speranza negli occhi dei giovani, nell’indimenticabile incontro allo stadio di Košice. Tante coppie giovani e tanti bambini. Specialmente in tempo di pandemia, questo momento di festa è stato un segno forte e incoraggiante, anche grazie alla presenza di numerose coppie giovani, coi loro bambini - commenta Papa Francesco - A Budapest e in Slovacchia ci siamo trovati insieme con i diversi riti della Chiesa Cattolica, insieme con i fratelli di altre Confessioni cristiane, insieme con i fratelli Ebrei, insieme con i credenti di altre religioni, insieme con i più deboli. Questa è la strada, perché il futuro sarà di speranza se sarà insieme".

Il Papa conclude la catechesi con un grande grazie per chi ha lavorato per la realizzazione di questo viaggio.

Questa mattina, prima dell’Udienza Generale, Papa Francesco ha ricevuto, nell’auletta dell’Aula Paolo VI, 3 famiglie cristiane afgane, in totale 14 persone, di cui 7 minori, fuggite nelle scorse settimane da Kabul.

pezzo aggiornato alle ore 15

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