Bulgaria, una nuova eparchia nel segno di San Giovanni XXIII

Il Cardinale Leonardo Sandri a Sofia per inaugurare ufficialmente l’eparchia. Una visita anche alla Suore Eucaristine

Il Cardinale Sandri pronuncia l'omelia durante la celebrazione inaugurale della Eparchia di San Giovanni XXIII, Sofia (Bulgaria), 7 dicembre 2019
Foto: Congregazione delle Chiese Orientali
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È intitolata a San Giovanni XXIII l’eparchia per i cattolici di rito bizantino in Bulgaria, recentemente costituita da Papa Francesco. Un cambio amministrativo, che porta l’esarcato ad una struttura più simile a quella di una diocesi. Ma un cambio significativo, tanto che è stato il Cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, ad inaugurare solennemente l’eparchia. E il vescovo Christo Proykov, eparca, ha tratteggiato nell’omelia lo speciale legame tra la Bulgaria e San Giovanni XXIII.

Il viaggio del Cardinale Sandri ha avuto luogo tra il 6 e il 7 dicembre, mentre la Messa di inaugurazione ha avuto luogo il 7 dicembre, alla presenza delle più alte autorità, tra cui il presidente di Bulgaria Rumen Radev.

In un saluto al termine della celebrazione, il vescovo Proykov ha ricordato la missione dell’arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli in Bulgaria, il suo obiettivo di organizzare la vita della Chiesa cattolica di Rito Orientale, propone il primo esarca della Chiesa Cattolica di Rito Orientale, Kiril Kurtev.

Un rapporto, quello di Roncalli, che resta fortissimo, tanto che – ricorda il vescovo Proykov – quando Roncalli, nunzio a Parigi, vede entrare la delegazione bulgara alla Conferenza di Pace del 1946 esclama “Viva la Bulgaria”. E quando nel 1958 è eletto Papa, ricorda il popolo bulgaro nel primo discorso, descrivendolo come “un popolo laborioso, un popolo coraggioso, un popolo che sa amare, un popolo che si sacrifica per tante cause”. Conclude il vescovo Proykov: “Questo amore per la Bulgaria, Giovanni XXIII conserva fino al suo ultimo respiro, anche in agonia. Ecco perché gli italiani lo chiamano ‘il Papa bulgaro’, e rimane nella storia come tale”.

Nella sua omelia, il Cardinale Sandri ha invece sottolineato l’importanza della Chiesa di rito bizantino per il dialogo ecumenico. “Siamo consapevoli – ha detto il Cardinale - del legame forte con le altre comunità e confessioni, a partire dai fratelli della Chiesa Ortodossa, il cui Patriarca saluto nel rappresentante che ha gentilmente voluto inviare per l’occasione: siamo consapevoli della ferita che rappresenta ancora la divisione tra coloro che un unico Battesimo ha consacrato, ma con l’intercessione dei Santi, in particolare i fratelli Cirillo e Metodio, apostoli degli slavi, e ricordando l’incontro del santo Pontefice Giovanni Paolo II con il Patriarca Maxim nel 2002 e quello di Papa Francesco con il Patriarca Neofit, desideriamo rinnovare il nostro impegno ad un cammino di profonda conoscenza, collaborazione culturale, vivendo sempre la carità fraterna”.

Il viaggio del Cardinale Sandri è durato un giorno e mezzo, ed è stato anche questo caratterizzato dalla memoria di San Giovanni XXIII. La prima visita è stata infatti nella struttura Oborishte 5, edificata da Roncalli e dove lo stesso Roncalli celebrava l’Eucarestia. Tra i presenti, invitati dall’arcivescovo Pecorari, nunzio apostolico, anche re Simenoe di Bulgaria, un rappresentante del ministero degli Esteri, i delegati del Patriarca Ortodosso di Bulgaria e anche un rappresentante del Gran Muftì di Sofia.

Il 7 dicembre è stata inaugurata l’eparchia con l’intronizzazione del vescovo: è

stata data lettura della Bolla di creazione dell'Eparchia di San Giovanni XXIII di Sofia per i fedeli cattolici di rito bizantino slavo - elevando il precedente Esarcato Apostolico, e quindi quella di nomina di Christo Proykov come primo Vescovo Eparchiale. Il Cardinale Sandri ha quindi accompagnato il Presule al Trono, e lo ha insediato consegnandogli il bastone Pastorale.

Ha quindi avuto inizio la Solenne Divina Liturgia, durante la quale il Cardinale ha tenuto l'omelia, al termine della quale il vescovo Proykov ha acceso una lampada dinanzi alla finestra della Cattedrale dedicata al Santo Patrono dell'Eparchia e presso il Reliquiario che ne custodisce un frammento ex corpore, ricordando la frase del Santo citata poco prima dal Cardinale Sandri.

Tra i concelebranti, arcivescovi e vescovi latini ed orientali: Mons. Hocevar di Belgrado (Serbia), Mons. Chrihalmeanu di Cluj e Mons. Bizau di Bucarest dei Romeni (Romania), Mons. Stojanov di Macedonia, Mons. Salachas dalla Grecia, Mons. Sasik dall'Eparchia di Mukachevo in Ucraina, l'Archimandrita Gajiek dalla Bielorussia. Il Patriarca Ortodosso è stato rappresentato dal Diacono Ivan Ivanov.

Nel pomeriggio, il Cardinale Sandri ha scoperto e benedetto una lapide commemorativa sulla parete esterna della Nunziatura Apostolica, che commemora i Tre Pontefici che vi hanno soggiornato: l'allora Delegato Apostolico poi Papa San Giovanni XXIII, San Giovanni Paolo II nel corso del Viaggio Apostolico del 2002 e Papa Francesco in quello di quest'anno 2019.

In serata, la visita alla Casa delle Missionarie della Carità a Sofia e al Monastero delle Suore Eucarestine. Lì c’è la prima Chiesa al mondo dedicata a San Giovanni XXIII. Ha ricordato il vescovo Proykov: “Poco prima di partire dalla Bulgaria per la nuova missione, Giovanni XXIII compra un terreno nel quartiere Gorna Bania, per il futuro seminario, che poi non si realizza, ma oggi su questo terreno è innalzata una chiesa, che porta il suo nome come santo”.

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