Cardinal Dziwisz: "Sarà la GMG della pace"

Il Cardinal Stanislao Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, nel salotto dell'Arcivescovado di Cracovia parla con i giornalisti, 18 marzo 2016
Foto: Andrea Gagliarducci / ACI Stampa
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

I gruppi vanno e vengono dall’arcivescovado di Cracovia, per celebrare la Messa dove la celebrava San Giovanni Paolo II. Tre stanze più in là il Cardinal Stanislao Dziwisz, arcivescovo di Cracovia e per una vita segretario particolare del Papa santo, siede in un ampio salone, sormontato dalle immagini dei Papi del secolo. Dalla stanza a fianco, si accede al balcone da dove Giovanni Paolo II si affacciava, dove si è affacciato Benedetto XVI e dove si affaccerà anche Francesco. Lo sguardo concentrato tradisce un po’ il peso dei suoi 77 anni. Parla di tutto con il piccolo gruppo di giornalisti che lo è andato a trovare per una visita di cortesia: della Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà prossimamente a Cracovia; della fedeltà della Polonia alla Chiesa e al Papa, ma anche ai valori cristiani; dei suoi ricordi con Giovanni Paolo II, che sente “sempre presente.” Con una convinzione: questa sarà la Giornata Mondiale della Gioventù della Pace.

Una Giornata Mondiale della Gioventù che si celebra durante un Anno Santo Straordinario sulla Misericordia. Che significato dà a questa “coincidenza”?

Certamente il Santo Padre ha conosciuto questo tema, e certamente è a conoscenza della rivelazioni di Gesù misericordioso fatta a suor Faustina. Ed è un tema che entra molto bene nella Giornata Mondiale della Gioventù, il cui tema è proprio “Beati i misericordiosi”. Ma è anche particolarmente importante che questa Giornata Mondiale della Gioventù si svolga a Cracovia, perché Cracovia è il centro della devozione a Gesù misericordioso, e lo stesso Gesù ha detto che da questo posto di rivelazione uscirà una fiamma che preparerà tutto il mondo all’incontro con Gesù Cristo. Io ritengo importante prendere questa fiamma e regalarla a tutto il mondo (le delegazioni ad oggi arrivano da 174 Paesi). Suor Faustina ha scritto che il mondo non sentirà la pace se non si rivolgerà a Gesù Misericordioso. Perciò il fatto che ci sia il mondo a Cracovia, durante l’anno della misericordia, è una cosa importantissima. Specialmente oggi, che la pace è in pericolo. Bisogna lottare per la pace. Proprio questo incontro avrà questo compito: vivere qui la pace, portare la pace nel mondo.

Questa Gmg capita in un anno di forte apertura verso il mondo delle Chiese orientali. C’è stato anche l’incontro storico di Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill. Questa GMG può anche essere l’occasione per stimolare l’incontro tra i giovani dell’Europa Occidentale e dell’Europa Orientale?

Noi siamo molto aperti a questa evenienza. Non dobbiamo dimenticare che la Giornata Mondiale della Gioventù che si è svolta a Czestochowa 25 anni fu la prima con dei giovani venuti dai Paesi dell’Est. Erano circa in 200 mila, provenienti dall’Ucraina, dalla Russia e dalla Bielorussia: per la prima volta, quella Giornata era veramente Mondiale. Dobbiamo aiutare i ragazzi dai Paesi dell’Est a venire, ma verranno. Soprattutto da Bielorussia e Ucraina. Con tutto che la situazione in Ucraina, per via del conflitto, rende particolarmente difficili gli spostamenti. Ma noi non escludiamo nessuno.

Trent’anni di Giornate Mondiali della Gioventù. Che frutti porta questo nuovo cammino nella vita della Chiesa ordinaria?

Noi vediamo che, dopo questi incontri, la gioventù torna diversa: più impegnata nella vita della Chiesa, anche più gioiosa, con più speranza per il futuro. Spesso dopo le Giornate Mondiali fioriscono vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata e nascono tante belle amicizie che finiscono in matrimoni. I frutti sono belli: su questi giovani possiamo contare. Bisogna parlare con loro soprattutto, perché i frutti sono belli e importanti.

Chi sono i giovani polacchi oggi?

Dipende dalla diocesi e dalla città. Il Sud della Polonia, dove è Cracovia, è diverso dal Nord. Al Sud la vita spirituale ed ecclesiale è più forte. Ci sono parrocchie nel Sud della Polonia dove la partecipazione alla Messa domenicale è del 70-80 per cento dei fedeli. Cracovia è una grande città, ha una media più bassa: circa il 50 per cento. Ma anche la gioventù del Sud ha più vocazioni.

Come pensa il popolo cristiano accoglierà Papa Francesco?

Benissimo. E lo abbiamo dimostrato. Siamo cristiani. Quando è venuto Benedetto XVI, subito dopo la sua elezione, l’abbiamo accolto con grande entusiasmo, addirittura forse con più entusiasmo di quando accoglievamo Giovanni Paolo II. Volevamo dimostrare che per noi il Pontefice è il Pontefice. Anche qui Papa Francesco sarà ricevuto con grande cordialità, e devo dire che i giovani lo aspettano tanto.

Vi state tanto impegnando per l’organizzazione della Giornata Mondiale della Gioventù. Ma cosa riceverete da Cracovia?

Ci aspettiamo una atmosfera di amicizia. Penso che in Europa ci sono molte cortine ancora, molte barriere. Ma sempre, quando arriva il Papa, i giovani cambiano. E quando arriveranno i giovani ci sarà oggi una grande atmosfera di fraternità e di amicizia.

È la prima Giornata Mondiale della Gioventù celebrata dopo la canonizzazione di Giovanni Paolo II. Ha questo un significato particolare per lei?

Sentiamo presente Giovanni Paolo II, ha sempre qualche cosa da dire, ispira… e ispira anche oggi. A Rio de Janeiro ho visto una gioventù che non ha mai incontrato Giovanni Paolo II. Eppure ha reagito con entusiasmo quando Papa Francesco ha annunciato che sarà a Cracovia.

Lei ha vissuto a fianco a Giovanni Paolo II tutte le Gmg di quel pontificato. Quale è stata quella che le ha dato l’emozione più viva?

Queste giornate non si ripetono. Ciascuna ha il proprio dinamismo. Certamente l’incontro a Roma nel 2000 è stato molto bello e anche quello di Czestochowa è stato importante, proprio per via di questo incontro tra Oriente e Occidente che accennavo prima.

Quale apporto, quale contributo può dare la Polonia alla Chiesa Cattolica oggi e anche all’Occidente oggi, in cui c’è una forte avanzata della secolarizzazione e del relativismo e del nichilismo?

Io direi che l’Occidente vada rinnovato anche spiritualmente. (In Europa sorgono) tanti movimenti belli anche per la vita, movimenti che sanno che l’Europa è fondata sulle radici cristiane. Su questo tema, la Chiesa in Polonia e le Chiese in occidente trovano facilmente un punto di incontro. La Chiesa ha sempre la forza di essere un seme per la società. Per quanto riguarda la Chiesa in Polonia: noi vogliamo conservare i valori cristiani. Difendiamo la sacralità della vita, difendiamo l’indissolubilità del matrimonio e i suoi valori tradizionali. Certo, ci sono i divorzi… ma non si parli mai di matrimoni omosessuali! Questo è il nostro punto di vista, che non vogliamo imporre, ma presentare all’Europa. Perché questi valori sono importanti per il futuro della civilizzazione europea.

I Paesi dell’Est appaiono sempre più nazionalisti, chiusi sull’immigrazione. Perché?

Noi in realtà siamo molto aperti. Non importa se apriamo completamente le frontiere. Ma se facciamo entrare persone, dobbiamo dare un lavoro un tetto, tutto. Abbiamo ricevuto tanto, e dobbiamo adesso anche aprirci per restituire quello che abbiamo avuto. Ma dobbiamo aprirci con prudenza e responsabilità.

E perché gli stessi Paesi dell’Est sono quelli che si impegnano di più per la famiglia, specialmente con iniziative cittadine?

Perché i brutti ambienti dell’Occidente vogliono imporci forme di vita che non condividiamo. Anche in Italia succede questo! Dobbiamo difenderci, per noi e anche per l’Europa. Da noi c’è crisi demografica. Nascono meno figli delle persone che invece muoiono. Questo è uno dei problemi. Il governo adesso ha deciso di aiutare le famiglie con i bambini. E questo è utile, necessario e molto bello.

Cosa ricorda di Giovanni Paolo II?

Lo sento presente, anche se non fisicamente. E moltissimi si rivolgono a Dio tramite Giovanni Paolo II, chiedono diverse grazie. C’è un rapporto incredibile tra lui e le persone, non so come spiegarlo. Avvengono tanti miracoli. Lo pregano tante coppie senza bambini, ma anche malati di cancro. Ci sono moltissimi esempi. Per la canonizzazione, è stato scelto un miracolo, ma ce ne erano tantissimi. Lui era davvero un uomo unito a Dio.

Ti potrebbe interessare