CEI: sinodo, Ucraina, ius culturae tra i temi del Consiglio Permanente

Si conclude il Consiglio Permanente straordinario che ha portato alla nomina dell’arcivescovo Giuseppe Baturi come segretario generale

Un momento del Consiglio Permanente della CEI, tenutosi online il 5 luglio
Foto: CEI
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Il no, fermo, alla guerra in Ucraina. Le esperienze del cammino sinodale. Il tema dello ius culturae. Sono i temi principali del Consiglio Permanente straordinario della Conferenza Episcopale Italiana, riunitosi online il 5 luglio. Consiglio che ha visto l’elezione dell’arcivescovo Giuseppe Baturi di Cagliari come nuovo segretario generale, andando a completare, con il Cardinale Matteo Zuppi presidente, il tandem che guiderà la Chiesa in Italia per i prossimi cinque anni.

Vari i temi del comunicato finale. Il no alla guerra in Ucraina risuona forte. È stato – si legge nel comunicato finale del Consiglio – “unanimemente rinnovato l’auspicio che le armi possano tacere e il conflitto lasci presto spazio alla pace”.

Durante i lavori, il vescovo Francesco Savino, vicepresidente della CEI, ha condiviso il suo viaggio in Ucraina con la Carovana della Pace.

I vescovi hanno espresso dolore per la tragedia della Marmolada e vicinanza ai missionari, “che, come testimonia il sacrificio di suor Luisa Dell’Orto, spendono la loro vita per il Vangelo e i poveri in ogni angolo del mondo”.

Capitolo migrazioni. I vescovi hanno sottolineato che “le Chiese in Italia sono chiamate a mettersi in ascolto delle istanze del territorio, ma anche ad affinare i dispositivi culturali per relazionarsi con il mondo politico e sociale così da diventare sempre di più luogo di dialogo e comprensione”.

Per i vescovi, anche la cultura deve essere abbracciata dallo sguardo evangelico. Da qui, anche l’interesse per lo ius scholae e sulla cittadinanza, che “costituisce uno strumento di inclusione dei migranti ed è tema di cultura”. Secondo lo ius scholae, il minore straniero che abbia frequentato scuola in Italia per almeno cinque anni ottiene la cittadinanza. La proposta è al vaglio del parlamento.

Il cardinale Zuppi ha voluto sottolineare che “il fenomeno migratorio richiede un approccio umanitario e di sistema” e che “che quello della cittadinanza è un argomento al centro dell’attenzione della Chiesa in Italia, fin dal Convegno Ecclesiale di Verona del 2006”.

Altro tema: il cammino sinodale. Un dibattito ampio, con l’analisi del documento per proseguire la fase narrativa del 2022-2023. Il testo – spiega il comunicato finale della CEI – ha come priorità: la crescita nello stile sinodale e nella cura delle relazioni, l’ascolto dei “mondi” meno coinvolti nel primo anno, la promozione della corresponsabilità di tutti i battezzati, lo snellimento delle strutture per un annuncio più efficace del Vangelo.

I vescovi hanno proposto “tre cantieri sinodali”, da adattare ad ogni realtà, e con possibile aggiunta di un quarto cantiere, e si è chiesto di considerare che gli ulteriori passi del Cammino sinodale si svolgeranno nel triennio di preparazione al Giubileo del 2025, che sarà un’opportunità per “riscoprire” le Costituzioni del Concilio Vaticano II.

Altri temi: approvata le integrazioni alla nota “I ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia”, già approvata ad experimentum per il prossimo triennio. La nota ha l’obiettivo di inserire il tema dei ministeri istituiti nel cammino sinodale; approvati, per un anno, i nuovi parametri per la concessione dei contributi relativi all’edilizia di culto, che risentono del rincaro delle materie prime.

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