Chi è il vescovo? Ne parlano i vescovi cattolici di rito orientale di Europa

Una immagine dell'incontro dello scorso anno dei vescovi cattolici di rito bizantino d'Europa
Foto: CCEE
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Chi è il vescovo? Ne parlano i vescovi cattolici di rito bizantino di Europa, che per il loro 21esimo incontro sono a Lungro, in Italia, su invito del vescovo Donato Oliverio dell’Eparchia Cattolica di Lungro degli Italo-Albanesi.

Dopo avere deciso di “rimettere Cristo al centro” nell’incontro di Londra dello scorso anno, i vescovi europei di rito orientale cercano di comprendere quale è il ruolo del vescovo oggi, in particolare alla luce dei nuovi aspetti del processo matrimoniale riformato da Papa Francesco, che esalta le caratteristiche di “giudice” del vescovo.

Ma non solo: si parla anche di liturgia, e di come questa può essere rinnovata rimanendo fedele all’identità propria delle Chiese cattoliche orientali. Proprio l’identità della Chiesa cattolico orientale è un altro dei temi di discussione, così come il diritto particolare inteparchiale e il contributo della Chiesa Italo-Albanese al Cammino Ecumenico.

L’anno prossimo sarà il centenario dell’istituzione dell’eparchia di Lungro,

avvenuta il 13 febbraio 1919 con la Costituzione Apostolica "Catholici fideles" di Papa Benedetto XV, e l’incontro è da considerarsi come preparatorio dei festeggiamenti.

I lavori inizieranno nel tardo pomeriggio del 14 giugno con la celebrazione dei Vespri nella Cattedrale di San Nicola di Mira in Lungro. Seguirà una sessione inaugurale con gli interventi del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente del CCEE, e S.E. Mons. Emil Paul Tscherrig, Nunzio Apostolico in Italia. 

Il primo incontro di vescovi di rito orientale si svolse nel 1997 nella diocesi di Hajdúdorog (Ungheria) e fu promosso dal Cardinale Achille Silvestrini, allora Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. L’idea del Cardinale Silvestrini era di creare uno spazio dove i vescovi di quelle chiese, che erano state particolarmente colpite dal regime ateo, “trovino con sempre maggiore chiarezza il loro ruolo nell’Europa di oggi e siano amate e stimate per la loro storia di fedeltà alla Chiesa e al Papa, pagata a caro prezzo”. Dal 2009, questi incontri sono patrocinati dal Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee.

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