Ciò che il fedele spera: l'escatologia di Joseph Ratzinger, gli atti del Simposio

Il convegno di novembre 2016 “L’Escatologia: analisi e prospettive”
Foto: Fondazione Ratzinger
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L’escatologia non è certo uno degli ambiti della teologia più diffuso. Troppo poco si collega la “fine” alla “speranza”. Uno dei teologi che più hanno saputo studiare questo campo è Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.

È per questo che lo scorso novembre la Fondazione Ratzinger ha organizzato un convengo dedicato proprio alla escatologia. Ora escono gli atti, in tempo record, per i tipi della Libreria Editrice Vaticana: "Ciò che il fedele spera".

Insieme alla Fondazione Ratzinger, il contributo fondamentale è della Pontificia Università della Santa Croce.

La presentazione del volume, al Camposanto Teutonico in Vaticano, è stata una occasione per rileggere le relazioni grazie al contributo di mosignor Bernardo Estrada, uno dei curatori del volume, insieme a Pierluca Azzaro ed Ermenegildo Manicardi.

Ad introdurre la presentazione, dopo monsignor Stefan Heid, presidente dell’ Istituto Görres, è stato Padre Federico Lombardi presidente della Fondazione, che ha messo l’accento sulla opportunità di continuare gli studi escatologici.

Estrada ha riproposto alcuni temi seguendo tre filoni: la ricerca basata sulle fonti della rivelazione, le riflessioni sistematiche, e lo studio della Spe salvi di Benedetto XVI.

“Il cardinale Gianfranco Ravasi ha delineato, nella relazione conclusiva del Simposio, una visione d’insieme sull’escatologia in Gesù di Nazaret. Per quanto riguarda la letteratura paolina, Romano Penna ha fornito una visione complessiva della teologia dell’Apostolo, domandandosi se davvero esiste un’evoluzione del pensiero paolino che guarda nel contempo pienezza e attesa, presente e futuro”.  Sul tema delle ricerche Estrada ricorda la relazione del Cardinal Kurt Koch,  che “segnala la fede nella resurrezione come uno specimen del Cristianesimo che però appella profondamente a una risposta alla domanda riguardo alla morte e alla nostra sorte dopo”.

Interessante il rapporto con la santità illustrato dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. “Leggere i santi,- spiega Estrada- nella loro vita quanto nel loro pensiero, fornisce una chiave di lettura del tema particolare: la virtù della speranza”.

Tutto parte dall’opera di Ratzinger, Escatologia: Morte e vita eterna.  Paul O’Callaghan, nel suo intervento al convegno riportato nel libro, “si interroga sulla visione complessiva di Joseph Ratzinger, da tre prospettive: la prima, quella biblica. Ratzinger è consapevole che la riflessione moderna sull’escatologia cristiana, specie negli ultimi 150 anni, fa fulcro sulla Sacra Scrittura. In secondo luogo appaiono le domande su morte e immortalità e sulla risurrezione. E in terzo luogo Ratzinger considera la Parousia e specialmente del Giudizio, insieme a quella dell’anticipazione (o meno) del regno di Dio nel mondo tramite la speranza cristiana”.

Ancora un altro approfondimento sul pensiero di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI attorno alle ultime cose proviene da Santiago del Cura attorno all’enciclica Spe salvi.

Nel volume si riportano anche i testi del  Workshop dedicato al giudaismo. Rav. Riccardo di Segni ha aperto il dibattito parlando delle ultime realtà nel giudaismo rabbinico affermando che il Vangelo di Giovanni, è il più bell’esempio pervenutoci di cultura rabbinica del I secolo. Un altro Workshop ha trattato alcune “Questioni di escatologia oggi”. Tanti i contributo e significativo e di grande utilità quello di Lucrezia Scotellaro  che ha ricordato come Ratzinger-Benedetto XVI suggerisca un percorso, proponendo l’Etsi Deus daretur quale principio per tutti, credenti e non credenti.

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