Circoli minori, spagnoli e portoghesi aprono a viri probati e al rito amazzonico

Le relazioni dei circoli minori affrontano i temi più controversi dell'Assemblea sinodale

I Padri Sinodali all'esterno dell'Aula Nuova del Sinodo
Foto: AA ACI Stampa
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Formare i laici e il clero missionario, in particolare i seminaristi affinché siano pronti a confrontarsi con il mondo. E’ quanto emerge dal circolo minore portoghese D.

Il gruppo denuncia poi come la violenza in Amazzonia sia praticata contro persone, popoli, culture e natura, proponendo l’istituzione di un Osservatorio internazionale. In particolare si chiede che la Chiesa combatta contro la tratta di persone. Dopo aver ribadito l’importanza fondamentale della lotta per la difesa dell’ambiente, la Chiesa è chiamata a promuovere e apprezzare la pietà popolare e i riti dei popoli indigeni amazzonici.

Ai religiosi che arrivano in Amazzonia viene chiesto di porsi con un cuore libero in modo che possano inserirsi nella realtà locale con le sue esigenze.

Infine l’attenzione della Chiesa ai giovani che costituiscono gran parte della popolazione amazzonica sfruttando in particolare la pastorale urbana e rafforzando quella indigena. Si è anche discusso di ordinazione presbiterale per persone sposate e diaconato femminile, due punti che richiedono però ulteriore maturazione e approfondimento.

Il Circolo spagnolo C denuncia innanzi tinto come in Amazzonia il degrado della casa comune è evidente e minaccia tutte le forme di vita. I problemi della distruzione ambientale non sono il solo prodotto dell'avidità

internazionale, ma anche dell'azione di governi e leader che, guidati da forti interessi, saccheggiano i territori amazzonici ignorando i diritti dei popoli indigeni. In tal senso la Chiesa deve alzare la propria voce.

Come chiesto da Papa la Chiesa anche in Amazzonia sia una chiesa in uscita e allo stesso tempo un ospedale da campo.

I Padri di questo gruppo non escludono il diaconato permanente per le donne né l’ordinazione sacerdotale di uomini sposati di buona reputazione, sempre secondo il discernimento dell'ordinario del luogo.

Il gruppo spagnolo D sprona la Chiesa ad essere profetica, prendendo posizione e creando alleanze che consentano di essere al fianco dei popoli più vulnerabili.

E’ necessario approfondire il significato di chiesa ministeriale passando a una pastorale di presenza impegnata nella evangelizzazione.

I padri sinodali del circolo affermano che il celibato è un dono per la Chiesa ma allo stesso tempo occorre promuovere l'ordinazione presbiterale di persone virtuose sposate.

Davanti al grido dei popoli indigeni la Chiesa non può tacere e deve tenere presente in particolare la difesa e le lotte di questi popoli per i loro diritti, per il territorio e la difesa del loro modo di vivere, della loro cultura. In tal senso si deve optare per una pastorale indigena rinnovata.

Per inculturazione non si intende solo la conoscenza della lingua locale, ma anche la capacità di comprendere la vita delle persone avviando un dialogo sincero e rispettoso, interculturale e interreligioso.

Infine la proposta della creazione di consiglio ecclesiale della chiesa panamazzonica collegato con il CELAM.

Secondo il circolo minore spagnolo E, la sinodalità è una dimensione costitutiva della Chiesa, pertanto è necessaria una conversione per l'esperienza sinodale  per camminare insieme, proporre insieme e assumere insieme le responsabilità, superando il clericalismo.

Dare più spazio alle donne non vuol dire però arrivare al diaconato

Ci si apra però alla possibilità di preparare un rito amazzonico che favorisca e accompagni espressioni di pietà popolare.

Infine sarebbe necessario anche creare un organismo post-sinodale permanente e rappresentativo dell’Amazzonia collegato al CELAM, come canale efficace dei nuovi percorsi di evangelizzazione ed ecologia integrale in Amazzonia.

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