Conferenza Episcopale Italiana: i presidenti dal 1991 ad oggi

Negli ultimi 31 anni si sono succeduti i Cardinali Camillo Ruini, Angelo Bagnasco e Gualtiero Bassetti

Il Cardinale Camillo Ruini
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Nel marzo 1991 Giovanni Paolo II sceglie per la carica di Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e successore del Cardinale Poletti, il suo Pro-Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Segretario Generale uscente, l’Arcivescovo Camillo Ruini che nel giugno successivo sarebbe diventato Cardinale di Santa Romana Chiesa. La presidenza Ruini è lunga ben 16 anni e segnata da un notevole interventismo nelle tematiche politiche italiane che intervengono su quelli che diventeranno noti come i “valori non negoziabili”.

Il Cardinale Ruini – confermato anche da Benedetto XVI – lascia la presidenza nel marzo 2007 all’Arcivescovo metropolita di Genova, Monsignor Angelo Bagnasco, che riceverà la porpora nel novembre successivo da Benedetto XVI. Il Cardinale Bagnasco guida la CEI per due mandati quinquennali, e viene confermato da Papa Francesco nel 2013. Nel 2016 il Cardinale Bagnasco assume anche la carica di Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee.

La svolta arriva nel 2017 quando il Papa decide di cambiare la modalità di scelta del Presidente della CEI: i vescovi riuniti in Assemblea Generale devono presentare al Pontefice una terna di candidati dalla quale il Papa sceglierà quello che ritiene essere il più idoneo. La prima volta con il nuovo metodo è – appunto – nel maggio 2017: i Vescovi italiani presentano a Francesco i nomi del Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo metropolita di Peugia-Città della Pieve; del Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo metropolita di Agrigento e del Vescovo di Novara, Monsignor Franco Giulio Brambilla. Il Papa opta, è noto, per il Cardinale Bassetti.

Nelle prossime ore i Vescovi che si riuniscono da oggi a Roma in Assemblea Generale sceglieranno la terna da presentare al Papa in sostituzione del Cardinale Bassetti, che ha compiuto 80 anni lo scorso 7 aprile e che lascia dopo un quinquennio, segnato da due pesantissimi anni di pandemia.

Dal 1991 ad oggi si sono succeduti 6 segretari generali. Al posto di Ruini, Giovanni Paolo II chiama Monsignor Dionigi Tettamanzi, fino ad allora Arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo. Nominato nel 1995 Arcivescovo metropolita di Genova, Tettamanzi lascia il posto di Segretario Generale della CEI all’Arcivescovo Ennio Antonelli, all’epoca alla guida dell’Arcidiocesi di Perugia-Città di Castello. Giovanni Paolo II nomina Monsignor Antonelli Arcivescovo metropolita di Firenze nel 2001 e alla CEI arriva Monsignor Giuseppe Betori, eletto Vescovo titolare di Falerone. Nel 2008 Benedetto XVI promuove Monsignor Betori ad Arcivescovo metropolita di Firenze e chiama come n. 2 della CEI l’allora Vescovo di Noto, Monsignor Mariano Crociata. Nel novembre 2013 Papa Francesco invia Monsignor Crociata alla Diocesi di Latina e lo sostituisce con il Vescovo di Cassano allo Jonio, Monsignor Nunzio Galantino. Nel 2018 l’ultimo cambio della guardia: Monsignor Galantino viene chiamato in Vaticano come Presidente dell’APSA e al suo posto arriva il Vescovo di Fabriano-Matelica Stefano Russo che 3 settimane fa è stato nominato dal Papa nuovo Vescovo della Diocesi suburbicaria di Velletri-Segni.

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