Congresso Eucaristico di Taiwan, Cardinale Filoni: “La missione non è un optional”

Il Cardinale Filoni durante la Messa conclusiva del Congresso Eucaristico di Taiwan, 1 marzo 2019
Foto: Vatican News
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L’invito alla missionarietà vale per tutta la Chiesa, ma risuona particolarmente forte nella Chiesa di Taiwan, nella piccola isola che la Cina considera ancora una provincia ribelle. Ed è lì che il Cardinale Ferdinando Filoni, prefetto della Congregazione dell’Evangelizzazione dei Popoli, è stato la scorsa settimana, come inviato speciale di Papa Francesco al IV Congresso Eucaristico Nazionale.

La sottolineatura che “la missionarietà non è un optional” è stata fatta dal Cardinale Filoni durante l’omelia della Messa conclusiva del Congresso celebrata l’1 marzo. La Conferenza Episcopale di Taiwan aveva invitato il Papa ad andare durante l’ad limina di maggio, e il governo aveva reiterato l’invito con una mossa che faceva seguito all’accordo confidenziale della Santa Sede con la Cina sulla nomina dei vescovi. Accordo che Taiwan ha visto come una sorta di primo passo verso un maggiore avvicinamento tra Cina e Santa Sede, anche sul piano diplomatico, che porterebbe inevitabilmente alla chiusura dei rapporti tra Santa Sede e Taiwan.

Ma la Santa Sede ha lanciato più volte segnali in favore di Taiwan, in maniera più formale al festeggiamento dei 75 anni di relazioni diplomatiche, che informali. E lo stesso Cardinale Filoni si era preso la responsabilità di notare che l’accordo con la Cina, per quanto necessario, andava anche bene analizzato.

Ci sono tutti questi aspetti dietro la presenza del prefetto di Propaganda Fide a Taiwan. Il Cardinale ha sottolineato che è proprio nel segno eucaristico lasciato da Gesù che i cristiani sono uniti al Signore e il Signore è unito a loro, e ha ricordato il fascino che Gesù esercitava sulle persone perché “egli parlava loro di Dio non come un’idea, una teoria o una dottrina arida, ma come un padre o una madre che amano il proprio figlio”.

Il Cardinale ha quindi espresso il desiderio che Cristo parli anche ai presenti, dagli sposi con problemi ai genitori che non comprendono i figli, fino a “chi è anziano o al termine della propria vita e ancora gli sfugge il senso della vita”.

L’Eucarestia “è il grande dono che Gesù stesso ha lasciato alla sua Chiesa come memoriale di sé”, e Paolo stesso, spiegando ai Corinzi come Gesù celebrò l’ultima cena, ha completato “il suo mistero di evangelizzare” perché “non sarebbe stato sufficiente portare solo il messaggio orale di Gesù, ma anche dare alla comunità di Corinto l’Eucaristia, senza della quale l’opera di salvezza sarebbe stata incompleta”.

La Chiesa, insomma, acquista completezza “con l’opera di annunciare il Vangelo e di celebrare l’Eucarestia”, diffusi con l’opera missionaria che è “tanto necessaria in questa isola di Taiwan, dove la Chiesa è una piccola realtà, nonostante tanti anni di evangelizzazione e tante apprezzate opere sociali ed educative”.

L’evangelizzazione – ha detto il Cardinale Filoni –“ non può essere delegata solo ad alcuni missionari”, ma deve coinvolgere “tutti”, perché la missionarietà “non è un optional, un corollario nella vita della Chiesa, ma ne è parte essenziale, perché una Chiesa senza impulso missionario è sterile”.

Ed è grazie al Vangelo e l’Eucarestia – conclude il Cardinale – nasce e si sviluppa la fraternità quale nuova frontiera del cristianesimo tra i popoli”. E la Chiesa “con il suo messaggio e i suoi valori, desidera contribuire profondamente alla fraternità tra i popoli, quale nuova frontiera, giacché essa custodisce in sé e porta a tutti i segni della benedizione di Dio e la ricchezza spirituale di cui è depositaria”.

Nel suo programma, il Cardinale Filoni ha anche incontrato la presidente di Taiwan Tsai Ying-wen, il vicepresidente Chen Chien-jen e il ministro degli Affari Esteri Joseph Wu.

 

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