Coronavirus, Papa Francesco: “Trovare soluzioni per il sovraffollamento nelle carceri”

Preghiera dedicata al sovraffollamento nelle carceri, nella Messa del mattino. E poi, dito puntato contro la cultura dell'indifferenza che non ci fa vedere "i poveri nascosti"

Papa Francesco durante una Messa del mattino nella Domus Sanctae Marthae
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Trovare “una strada giusta e creativa” per risolvere il problema del “sovraffollamento delle carceri”, perché lì c’è “il pericolo che questa pandemia finisca in una calamità grave”. Papa Francesco torna a pregare per i carcerati nella Messa del mattino a Santa Marta, e lo fa con lo sguardo rivolto a “coloro che devono prendere decisioni”.

Una attenzione, quella ai carcerati, che Papa Francesco ha tenuto costante nelle preghiere del mattino: già l’11 marzo aveva pregato per i “carcerati che soffrono”, mentre il 19 marzo aveva rivolto l’attenzione alla questione delle rivolte nelle carceri, E quest’anno le meditazioni della Via Crucis del Venerdì Santo (che a causa dell’emergenza coronavirus non si terrà al Colosseo, ma sul sagrato della Basilica di San Pietro) sono state scritte dai carcerati del Due Palazzi di Padova, carcere che si pensava avrebbe potuto visitare quest’anno.

L’omelia è centrata sui poveri, perché il passo del Vangelo è quello in cui Marta e Maria accolgono Gesù in casa, con il risuscitato Lazzaro, e Maria cosparge Gesù di “un profumo di puro nardo”, molto prezioso, e Giuda chiede se non era meglio vendere quel profumo e dare il ricavato ai poveri. Lo stesso Vangelo specifica che Giuda lo disse “non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro, e siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro”.

Papa Francesco parte dalla fine del Vangelo, dalla decisione di uccidere anche Lazzaro perché “era testimone di vita”, ma poi si sofferma proprio sulle parole di Gesù: “I poveri li avete sempre con voi”.
La storia “dell’amministratore non fedele”, come era Giuda, è “sempre attuale” – spiega Papa Francesco – e sostiene che si applica anche “ad alcune organizzazioni di beneficenza, umanitarie, che hanno tanti impiegati e alla fine arriva ai poveri il 40 per cento, perché il resto serve per pagare lo stipendio a tanta gente. È un modo di prendere i soldi a tanta gente”.

Papa Francesco sottolinea che ci sono tanti poveri, dal “povero che vediamo, che è la minima parte”, e “i poveri che non vediamo, i poveri nascosti”, che “non vediamo perché entrano in questa cultura dell’indifferenza che è negazionista”, oppure entra nell’abitudine di vedere i poveri “come una cosa ornamentale”, un qualcosa con cui fare i conti.

Secondo Papa Francesco, la grande maggioranza di questi poveri nascosti sono “i poveri vittime delle politiche economiche, delle politiche finanziarie”, come segnalato da statistiche che notano che ci sono “tanti soldi nelle mani di pochi e tanta povertà di molti”.

Si tratta, aggiunge Papa Francesco, della “povertà di tanta gente vittima della ingiustizia strutturale dell’economia mondiale”, di cui fanno parte “tanti poveri che provano vergogna a far vedere che non arrivano a fine mese, tanti poveri del ceto medio che vanno di nascosto alla Caritas e di nascosto chiedono e provano vergogna”.

Papa Francesco fa un esempio personale. “Ricordo – racconta - che a Buenos Aires mi avevano detto che l’edificio di una fabbrica abbandonata, vuota da anni, era abitato da una quindicina di famiglie che erano arrivate in quegli ultimi mesi. Io sono andato lì. Erano famiglie con bambini e avevano preso ognuno una parte della fabbrica abbandonata per vivere, e guardando ho visto che ogni famiglia aveva mobili buoni, mobili di un ceto medio, avevano la televisione. Sono andati lì perché non potevano pagare l’affitto”,

Sono questi i nuovi poveri, e ce ne sono tanti. Li incontreremo – ammonisce Papa Francesco – nel giudizio universale, perché “la domanda prima che ci farà Gesù è: come vai con i poveri? Hai dato da mangiare, quando eri in carcere hai visitato, in ospedale lo hai visto, hai assistito la vedova, l’orfano? Perché lì c’ero io. E su questo saremo giudicati”.

Conclude Papa Francesco: “Non saremo giudicati per il lusso o i viaggi che facciamo o l’importanza sociale che avremo. Saremo giudicati per il nostro rapporto con i poveri. Ma se io oggi ignoro i poveri, li lascio da parte, credo che non ci siano, il Signore mi ignorerà nel giorno del giudizio”.

Insomma, il Signore dice: ‘I poveri sono sempre con voi’, che significa ‘Io sarò sempre con voi nei poveri’”. E questo – rimarca Papa Francesco “non è fare il comunista, questo è il centro del Vangelo”.

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