Il Papa: "Uniti contro il virus". E dal carcere di Padova le meditazioni della Via Crucis

Papa Francesco scrive una lettera al direttore de “Il Mattino di Padova”, Paolo Possamai, nella quale annuncia che le meditazioni della Via Crucis di quest’anno sono state scritte dalla parrocchia della Casa di Reclusione “Due Palazzi” di Padova

Il Papa durante una visita al carcere di Regina Coeli nel 2018
Foto: Vatican Media / ACI group
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“Quando ho letto le meditazioni scritte mi sono commosso: mi sono sentito molto partecipe di questa storia, mi sono sentito fratello di chi ha sbagliato e di chi accetta di mettersi accanto a loro per riprendere la risalita della scarpata”. Papa Francesco scrive una lettera al direttore de “Il Mattino di Padova”, Paolo Possamai, nella quale annuncia che le meditazioni della Via Crucis di quest’anno sono state scritte dalla parrocchia della Casa di Reclusione “Due Palazzi”.

"Scrivo a voi, dunque, per scrivere simbolicamente a tutti. La sofferenza e la morte che, come in altre parti d'Italia, state vivendo a causa del virus è per me motivo di preghiera e vicinanza umana. E' anche la ragione della speranza cristiana: anche in questi momenti Dio ci sta parlando. Spetta all'uomo saper cogliere, dentro a questa voce, una guida per continuare a costruire, quaggiù, un pezzettino del Regno di Dio", scrive nell'incipit della lettera Papa Francesco.

"Questa situazione di pericolo, però, è anche un'occasione per vedere di che cosa sono capaci gli uomini e le donne di buona volontà. Penso a chi, in questi giorni, si sta impegnando oltre il dovuto: il personale medico e paramedico innanzitutto", continua il Pontefice.

A scandire la Via Crucis presieduta da Francesco saranno quattordici storie intrecciate con la vita delle persone detenute ma anche con quella degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori carcerari, dei volontari, di coloro che amministrano la giustizia. A raccogliere e scrivere le meditazioni sono stati don Marco Pozza, teologo e cappellano della Casa di Reclusione Due Palazzi, e Tatiana Mario, giornalista e volontaria, che raccontano la loro esperienza in un momento assai difficile per il Paese alle prese con l’emergenza Coronavirus e con le proteste nelle carceri.

"Conosco il buon cuore della gente veneta: siate orgogliosi della vostra storia e responsabili di tutto il bene seminato da chi vi ha preceduto. Se immagino la carità come fosse un romanzo, allora ci sono dei capitoli bellissimi che sono stati scritti a Padova e poi messi a disposizione di tutti", continua il Papa nella missiva unendo il tema del carcere all'emergenza odierna dell'epidemia.

"In questo momento di gioia per il riconoscimento europeo e di fatica a causa di questa situazione di pericolo - scrive ancora Papa Francesco - desidero anch’io unirmi a voi condividendo una bella pagina di carità. Ogni anno, nella sera del Venerdì Santo, celebro la Via Crucis al Colosseo: in quell'occasione, tanto cara al popolo cristiano, accompagniamo Cristo lungo la via della Croce. E' un cammino che ogni anno individua una tematica perché Dio è il Dio che parla dentro ad una storia, attraverso dei volti, usando le nostre biografie".

"Ho scelto di dare l'annuncio dalle pagine del suo giornale perché mi piacerebbe che questa mia scelta fosse una carezza alla sofferenza di questi giorni. Una carezza simbolica che, da “Padova Capitale Europea del Volontariato 2020”, possa estendersi a tutte le altre città che condividono questo momento e, contemporaneamente, stanno dando al mondo testimonianza di buona volontà", conclude infine Papa Francesco.

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