Cristiani, luoghi santi, Medio Oriente e non solo: ne parla il Custode di Terra Santa

Il Custode di Terra Santa, Padre Francesco Patton
Foto: Marco Mancini - ACI Stampa
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Il Custode di Terra Santa Padre Francesco Patton in questi giorni è a Roma per partecipare ai lavori della ROACO, la Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali, che quest’anno celebra il 50/mo anniversario della sua fondazione. ACI Stampa ha raggiunto il religioso francescano per un colloquio a tutto campo.

La situazione dei cristiani di Terra Santa è complessa ma in realtà la situazione non è mai stata facile. Bisogna anche distinguere da zona a zona, nel senso che ci sono anche delle zone in cui i cristiani vivono una maggiore integrazione, hanno maggiori opportunità ad esempio nella zona di Haifa o in quella di Nazareth. La situazione di Gerusalemme è complessa perché è complessa Gerusalemme, anche per tutte le vicende politiche che conosciamo. In Palestina il problema è spesso la carenza anche di opportunità di lavoro che naturalmente condiziona fortemente la possibilità di fare una famiglia e spingono i cristiani a cercare delle soluzioni alternative. 

Nei giorni scorsi insieme agli altri leader delle Chiese cristiane Lei ha inviato una lettera personale al Primo Ministro di Israele. Come mai?

Semplicemente perché si era rimessa in movimento quella proposta di legge relativa ai terreni delle chiese, che era una proposta di legge di tipo discriminatorio e quindi noi abbiamo mandato questa lettera al Primo Ministro per ricordare gli impegni che lui aveva preso pubblicamente di bloccare questa iniziativa di legge e di istituire una commissione presieduta da un ministro del governo che si occupasse di tutta la questione che stavamo dibattendo e che aveva portato a febbraio alla chiusura per tre giorni del Santo Sepolcro.

Se la risposta del governo israeliano fosse negativa?

Non sono abituato a rispondere sulla base delle ipotesi. Se di fatto c’è stato un incaricato per seguire i lavori di questa commissione, io spero e per parte nostra faremo tutto il possibile perché la commissione lavori e la soluzione sia equa. Diversamente, faremo come abbiamo fatto nei casi precedenti cioè ci raduneremo, concorderemo una posizione comune e agiremo insieme.

Tornando ai lavori della ROACO, quali frutti porterà a suo modo di vedere?

La ROACO si occupa delle realtà di tutto l’oriente cristiano. E’ una realtà per noi preziosa perché ascoltiamo tutta una serie di interventi, di relazioni sulle varie realtà, compreso l’oriente europeo, l’India… E poi è una occasione per condividere progetti. Le associazioni qui presenti si fanno poi carico di progetti nel campo pastorale, educativo, sociale… è un momento in cui tutti noi prendiamo coscienza di tutta la realtà dell’Oriente cristiano cercando poi di aiutare anche economicamente una serie di iniziative e di interventi necessari. 

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