Cristo risorto ci viene incontro. Domenica di Pasqua

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

La Resurrezione di Gesù
Foto: pubblico dominio
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Si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancore buio.

Cosa va a fare Maria Maddalena al sepolcro? Mentre nei vangeli Sinottici le donne vanno per completare la sepoltura con aromi (Lc 24,1) nel Vangelo di san Giovanni Maria va al sepolcro senza un obiettivo preciso, essendo la sepoltura già stata compiuta da Giuseppe di Arimatea e da Nicodemo. Dunque, l’unica ragione che la spinge ad andare alla tomba è lo slancio del suo cuore. Maria sa che Gesù è morto e quindi è ben consapevole che non potrà più incontrarlo fisicamente, tuttavia sente una grande nostalgia di Lui e, dunque, si reca nell’unico luogo dove può stare in qualche modo vicina a colui che ha perso.

È mattino, ma è ancora buio… Sembra un controsenso quanto scrive san Giovanni. In realtà l’evangelista, introducendo il tema del buio, vuole descriverci la situazione spirituale della Maddalena e, più in generale, di tutti i discepoli. E’ buio perchè il cuore della donna è ferito dal dolore e forse appesantito anche dalla delusione per la morte del Maestro al quale aveva affidato il destino della sua vita. Non è un caso che la parola “sepolcro” nel brano ricorre ben nove volte. Viene, in tal modo, evidenziata l’idea che la comunità dei discepoli e la stessa Maria ritengono che con la morte di Gesù tutto è finito.

Arrivando al sepolcro vede che la pietra era stata tolta  dall’ingresso ed ha una reazione: Corre…E’ la corsa della disperazione e quindi della non-speranza. I sentimenti che agitano il suo cuore e la sua mente, anche se non ci vengono detti, si possono intuire dalle parole con le quali si rivolge a Pietro e a Giovanni: hanno portato via il Signore. Sono parole che esprimono smarrimento, solitudine, nostalgia di Cristo. Le restava, ormai, solo il corpo di Gesù, seppure in una tomba, ma ora non c’è più neppure quello. Lo hanno rubato.

L’annuncio privo di speranza di Maria Maddalena fa sì che Pietro uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro correndo. Giovanni precede Pietro. Perché? Certamente perché è più giovane e quindi più veloce (P. Lagrange), ma soprattutto perché è il discepolo che Gesù amava. Arriva primo chi ama di più. E’ l’amore che lo spinge, che lo porta a correre e che gli offre una conoscenza nuova (cfr Gv 21,22). Tuttavia, mostra il suo rispetto per Pietro e gli cede la precedenza.

Prima l’uno e poi l’altro entrano nel sepolcro e vedono le bende per terra ed il sudario piegato in un luogo a parte. Vedono non il corpo di Gesù, ma i segni della sua morte: cioè i teli che lo legavano lasciati nel sepolcro. Ma mentre per Pietro l’interrogativo: Ma Gesù dov’è? rimane, di Giovanni si dice che vide e credette. Per lui che ama, i segni parlano e gli dicono che Gesù si è definitivamente liberato dalla morte, è risorto perché chi ruba un cadavere dalla tomba, non perde tempo a ripiegare i  panni funerari. Giovanni crede perchè, a differenza di Pietro vedendo i segni comprende il messaggio delle Scritture, incentrate sulla risurrezione di Gesù. Tuttavia, tace, cioè non annuncia la resurrezione, perché non ha ancora visto Gesù risorto e, dunque, non possiede le categorie culturali per spiegare l’evento. Infatti, quando Gesù prima della sua morte aveva annunciato la sua resurrezione, i discepoli si domandarono che cosa volesse dire risuscitare dai morti” (Mc 9.16). Questo interrogativo scomparirà per loro e per noi quando Cristo si mostrerà risorto.

L’episodio che abbiamo ascoltato e meditato ci lascia un grande insegnamento perchè ci ricorda che nel cuore di ogni uomo che viene al mondo c’è una nostalgia di Cristo che si esprime nel bisogno di amore, di giustizia e di pace; nel bisogno di dare un senso al nostro gioire e al nostro soffrire. Possiamo veramente dire che il cuore dell’uomo è apertura al Mistero, attesa di Dio, è domanda di felicità. Sono questi “i segni” con i quali  il Signore ci parla e ci attrae a sè. Se noi sappiamo interpretarli, allora, come Maria Maddalena ci metteremo alla ricerca del Signore. Una ricerca che diviene l’espressione del nostro amore per Lui. Se noi sapremo imitare Maria Maddalena nella perseveranza della ricerca, il Signore, come ha fatto con lei, si avvicinerà, si farà incontro, e prenderà in braccio questa pecorella smarrita che sono io. E “stando con Gesù la vita diventa buona e si va bene” (Benedetto XVI, 15 ottobre 2005). Ci aiutano nel nostro cammino la testimonianza di tutti coloro che hanno visto la loro vita divenire buona dall’incontro con il Signore risorto.

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