Dalle diocesi, i vescovi aiutano i fedeli a vivere la Quaresima

Oggi la diretta tv come un tempo le cappellette in mezzo ai boschi

La Cappella degli appestati in Val di Lanzo
Foto: www.turismovallidilanzo.it
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Molto prima del coronavirus in Piemonte, in occasione di epidemie di peste, colera, influenza spagnola c’era un luogo dove si poteva pregare insieme e assistere alle celebrazioni liturgiche domenicali e…non solo. Si tratta di una piccola chiesa che si trova nelle Valli di Lanzo, sopra Ceres, dove nel 1575, per poter celebrare e partecipare alle liturgie nonostante la terribile epidemia di peste divampata quell’anno, si recavano i fedeli della zona. 

Costruirono, appositamente – scrive il settimanale della diocesi di Torino “La Voce e il Tempo” - una cappella nei boschi, lontana dal centro abitato, aperta sul davanti e capace di contenere soltanto il sacerdote. I fedeli assistevano alla Messa sparpagliati sull’erba, fra gli alberi, per evitare qualsiasi contatto con altre persone. La cappelletta del Pian di Ceres è nota come Cappella della Peste. La sua storia è scolpita in una lapide a piedi di un affresco della Vergine in trono: “Secondo la tradizione questa cappelletta fu costruita in tempo di peste, essendo vietato l’assemblaggio nelle chiese i valligiani assistevano alla Messa sparsi nei boschi”.

Anche in questi giorni si sta vivendo una situazione simile con alcune comunità che non possono partecipare fisicamente alle celebrazioni liturgiche nelle parrocchie, basiliche e cattedrali, in molte diocesi italiane dove vescovi e parroci stanno celebrando a “porte chiuse” e in diretta sul web o sui social i principali momenti della Quaresima.

Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve ha scritto alla sua diocesi “per sottolineare l’importanza di alcuni impegni che ci consentiranno di vivere con maggiore intensità questo tempo di grazia che è la Quaresima”. Nella lettera c’è l’invito a dedicare più tempo alla riflessione sulla Parola di Dio e alla preghiera soprattutto tra le mura domestiche. Una lettera che sarà letta dai parroci ai fedeli durante le messe di domani, Seconda Domenica di Quaresima. E poi l’invito alla preghiera in quella “piccola chiesa domestica” che è la famiglia.

“Vorrei venire in casa vostra, stringervi la mano, bere un caffè … invece vi raggiungo con questo messaggio”, dice in video l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini che invita a vivere questo tempo in cui non è possibile celebrare con il popolo come “un venerdì di Quaresima che si prolunga per tutta la settimana”. Il rito Ambrosiano – infatti – non prevede la celebrazione della S. Messa nei venerdì del tempo di Quaresima. “Ci sono Messe senza fedeli e fedeli senza Messa”.

A Venezia  la messa viene trasmessa in diretta dalla basilica del Santissimo Redentore, e la Conferenza Episcopale Triveneto scrivono: “Siamo vicini a tutti voi, abitanti del Nordest, di cui condividiamo fino in fondo le preoccupazioni, i disagi e le speranze. (…) “Ci sorregge la convinzione di fede che Dio non fa mancare la sua presenza e il suo aiuto. Anzi, la Divina Provvidenza saprà trarre anche da questo male un bene ulteriore e futuro che ora non possiamo prefigurare ma che possiamo comunque preparare con il nostro impegno responsabile e, soprattutto, con la volontà e la capacità di cogliere questa difficoltà come un’opportunità di grazia, conversione, verifica e revisione dei nostri stili di vita come questo tempo di Quaresima richiede espressamente”.

Anche l’arcivescovo di Bologna, il card. Matteo Zuppi, celebrerà la Santa Messa senza fedeli trasmessa via tv e radio e ha indetto una Novena di preghiera con la recita del Rosario a partire da domani e fino a martedì 17. “Maria è la Chiesa madre che non cessa di pregare per i suoi figli. Tutti e sempre”, scrive in un messaggio: “per nove giorni vi invito a recitare il S. Rosario ovunque vi troviate, uniti tutti spiritualmente a Lei e tra di noi, unanimi nella preghiera come gli Apostoli con Maria nel giorno di Pentecoste”.

Celebrazione sul canale Youtube anche nella diocesi di Padova, presieduta dal vescovo, Claudio Cipolla. Sempre sui canali social e Youtube della diocesi e su Telenuovo le meditazioni quotidiane sul Vangelo del giorno.

Meditazioni on line anche per l’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, Giuseppe Fiorini Morosini per affrontare con rinnovato spirito cristiano le privazioni sociali a cui siamo costretti a causa del Coronavirus. Il presule – riferisce il settimanale diocesano - aveva avviato una visita alle famiglie per pregare insieme e ascoltare un brano della Sacra scrittura, meditando su di esso. Le meditazioni sono trasmesse sul profilo Facebook della Chiesa diocesana.

L'arcivescovo di Lecce, Michele Secce ha scritto una preghiera che sarà consegnata domenica, a Sant’ Oronzo che già in passato ha liberato la città di Lecce dalla peste. “Solo la forza della preghiera può essere di aiuto e conforto per i credenti”.

Continua anche la prossima settimana, da lunedì 9 a sabato 14 marzo, la recita del rosario nella Cattedrale di Forlì, davanti all’immagine della Madonna del Fuoco, in diretta sui social.

“La nostra fede in Cristo, sebbene non possa esprimersi come al solito negli appuntamenti comunitari, ci accompagna durante la Quaresima in un cammino di deserto e di digiuno, attraverso momenti di preghiera personale”, sottolinea Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno che ha deciso di esporre alla pubblica venerazione l’immagine della Beata Vergine Maria del Pianto, nella Pro-cattedrale di Sant’Agostino. “La sua materna sollecitudine ci ricorda il sacrificio di tante donne e uomini che si impegnano per il contenimento del contagio e per la cura degli ammalati, nella partecipazione al dolore di tutti coloro che sono provati dalla malattia”.

“In questo momento particolare pensiamo soprattutto a coloro che non hanno possibilità di radunarsi insieme: ai nostri fratelli lì dove non è consentito vivere l’inizio della Quaresima così come lo stiamo vivendo noi”, scrive il vescovo di Lamezia Terme, Giuseppe Schillaci, che invia un pensiero a tutte “queste persone che non sono nelle condizioni di vivere quello che a noi, invece, è possibile fare”. “Anche lasciandoci interpellare da questi eventi, la Parola ci deve aiutare a leggere la nostra intera storia che siamo chiamati a vivere”, aggiunge il presule.

“Questo è davvero per noi, discepoli del Signore, il tempo favorevole per una sincera e coraggiosa purificazione del cuore e della mente, per un cammino lungo il quale testimoniare e raccontare che in Gesù Cristo, per la grazia del Battesimo, si può rinascere per essere ‘nuove creature’, donne e uomini capaci di fede trasparente e di verità ricolma di amore e di misericordia”, scrive  Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura–Gravina–Acquaviva delle Fonti in un messaggio alla diocesi per la Quaresima spiegando che l’elemosina, la preghiera e il digiuno, da viversi senza “ipocrisia” e senza ostentazione, ma “con sincerità di cuore, come ci ordina il Signore, resteranno atteggiamenti e scelte concrete di vita quotidiana, sia a livello personale, sia nel cammino comunitario”.

“La memoria della risurrezione di Gesù sostiene la nostra fiducia nella vicinanza fedele del Signore”, scrive il vescovo di Civita Castellana, Romano Rossi aggiungendo che “non mancano motivi di preoccupazione nella vita delle nostre famiglie e nello scenario più ampio nel mondo”.

Entrare nella Quaresima non significa “obbedire alla rubrica, ma celebrare con la vita la nostra reale e graduale conversione”, scrive il vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, Gerardo Antonazzo: “la desidera la nostra coscienza, la può compiere la parola di Dio, l’attende chi da noi chiede di essere santificato”.

“Il cammino quaresimale non è un cammino in solitudine”, ha detto l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego evidenziando che è “un cammino trinitario, in compagnia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e un cammino con i fratelli, con cui formiamo il popolo di Dio, un’assemblea”. “Il nostro cuore, la nostra vita, in tutti i suoi tempi e aspetti, in Quaresima ha bisogno di ritornare, di ritornare ad amare, di liberarsi dal peccato, di aprirsi al perdono. Questo cammino penitenziale ha bisogno di impegno e di attenzione  così da vivere come figli di un Dio che è Padre”.

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