Divina Misericordia. La domanda del Papa: “Dove vivo sono tessitore di riconciliazione?"

La Santa Messa nella Domenica della Divina Misericordia. Ecco l'omelia del Papa

Il Papa legge l'omelia
Foto: Daniel Ibanez / ACI group
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Si celebra per la prima volta a San Pietro la Messa della Divina Misericordia.Pace a voi! È il saluto del Risorto, che viene incontro a ogni debolezza e sbaglio umano. Seguiamo allora i tre pace a voi! di Gesù: vi scopriremo tre azioni della divina misericordia in noi. Essa anzitutto dà gioia; poi suscita il perdono; infine consola nella fatica.”, dice Francesco nell’omelia. Il Papa è presente alla celebrazione nella Basilica di San Pietro, legge e pronuncia la sua omelia, ma non celebra la Santa Messa. A farlo è Monsignor Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione.

La celebrazione della Divina Misericordia fu istituita da Giovanni Paolo II. Il luogo di culto è dedicato a Santa Suor Faustina Kowalska che ebbe il mandato di Gesù di istituire questa festa.

La misericordia di Dio dà gioia. “Una gioia speciale – commenta il Papa nell’omelia letta durante la Messa -  la gioia di sentirsi perdonati gratuitamente. Quando la sera di Pasqua i discepoli vedono Gesù e si sentono dire per la prima volta pace a voi, gioiscono. I discepoli avrebbero dovuto provare vergogna, e invece gioiscono. Perché? Perché quel volto, quel saluto, quelle parole spostano la loro attenzione da sé stessi a Gesù. Questa è la gioia di Gesù, la gioia che abbiamo provato anche noi sperimentando il suo perdono. Ci è capitato di assomigliare ai discepoli della sera di Pasqua: dopo una caduta, un peccato, un fallimento. In quei momenti sembra che non ci sia più nulla da fare. Ma proprio lì il Signore fa di tutto per donarci la sua pace: attraverso una Confessione, le parole di una persona che si fa vicina, una consolazione interiore dello Spirito, un avvenimento inaspettato e sorprendente... In vari modi Dio si premura di farci sentire l’abbraccio della sua misericordia”.

La misericordia di Dio suscita il perdono. Per il Papa i discepoli “non solo ricevono misericordia, ma diventano dispensatori di quella stessa misericordia che hanno ricevuto. Ricevono questo potere, ma non in base ai loro meriti, no: è un puro dono di grazia, che poggia però sulla loro esperienza di uomini perdonati. Tutta la Chiesa è stata resa da Gesù una comunità dispensatrice di misericordia, un segno e uno strumento di riconciliazione per l’umanità. E chiediamoci: io, qui dove vivo, in famiglia, al lavoro, nella mia comunità, promuovo la comunione, sono tessitore di riconciliazione?”.

Il Papa si rivolge anche ai Missionari della Misericordia presenti alla Messa. "Se ognuno di voi non si sente perdonato, si fermi. Non faccia il missionario della misericordia. Da quella misericordia ricevuta sarete capaci di donarla. Non torturare i fedeli che vengono con i peccati, Dio perdona tutto, non chiudere quella porta", dice a braccio il Pontefice.

La misericordia infine consola nella fatica. “In Tommaso c’è la storia di ogni credente: ci sono momenti difficili, in cui sembra che la vita smentisca la fede, in cui siamo in crisi e abbiamo bisogno di toccare e di vedere – sottolinea il Pontefice durante l’omelia in Basilica - Ma, come Tommaso, è proprio qui che riscopriamo il cuore del Signore, la sua misericordia. Ci consola con lo stesso stile del Vangelo odierno: offrendoci le sue piaghe. E ci fa scoprire anche le piaghe dei fratelli e delle sorelle. Sì, la misericordia di Dio, nelle nostre crisi e nelle nostre fatiche, ci mette spesso in contatto con le sofferenze del prossimo”.

"A me piace pensare alla presenza della Madonna tra gli apostoli lì, è come dopo Pentecoste, l'abbiamo pensata come Madre della Chiesa, a me piace tanto pensarla come Madre della Misericordia, che lei ci aiuti ad andare avanti nel nostro ministero così bello", conclude a braccio Papa Francesco facendo continuare la celebrazione della Messa a Monsignor Fisichella.

 

 

 

 

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