Domani incontro Papa-Rouhani, tra speranze diplomatiche e vera libertà religiosa

Il Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Hassan Rouhani
Foto: www.president.ir
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E’ al centro delle cronache internazionali da sempre ma in particolare negli ultimi mesi. Parliamo della Repubblica Islamica dell’Iran, il cui Presidente Hassan Rouhani domani mattina sarà ricevuto in udienza privata da Papa Francesco.

Se da un lato – grazie all’accordo sul programma nucleare – l’Iran ha visto (nonostante l’ira di Israele) attenuate le sanzioni internazionali ed una lenta ma costante ripresa del dialogo diplomatico con gli Stati Uniti, dall’altro Teheran è al centro di uno scontro tutto interno al mondo islamico. Dopo l’esecuzione da parte dell’Arabia Saudita di un religioso sciita – accusato di terrorismo interno – Teheran e Ryad hanno rotto le relazioni diplomatiche ponendosi a capo, la prima del fronte islamico sciita, la seconda di quello islamico sunnita.

Le tensioni diplomatiche e le speranze post accordo sul nucleare – che lo stesso Papa Francesco ha definito positivo auspicando che “contribuisca a favorire un clima di distensione nella Regione -  con molta probabilità dunque, saranno al centro del colloquio di domani tra il Papa ed il Presidente Rouhani. Tuttavia non mancheranno accenni alla situazione religiosa nel Paese. In Iran l’Islam sciita è religione di stato. La Repubblica Islamica tollera le altre fedi monoteistiche e i cristiani fanno parte del 2% circa della popolazione non musulmana. La Costituzione, inoltre, riserva alla minoranza cristiana un esiguo numero di seggi in Parlamento.

Sebbene i cristiani siano formalmente tollerati, convertirsi dall’Islam al Cristianesimo è considerato apostasia: un reato punibile in Iran anche con la pena di morte. Stessa sorte può capitare anche a chi si macchi del reato di blasfemia.

Nonostante sia il Presidente della Repubblica, Hassan Rouhani è comunque il “numero due” dello Stato: ai vertici infatti vi è l’Āyatollāh Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica. Il mandato di Khamenei è a vita e tra le sue funzioni vi sono il comando supremo delle forze armate, la guida delle politiche generali della Repubblica fino al potere di destituire il Presidente della Repubblica.

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