Due nuovi santi, due nuovi beati, e un vescovo missionario che lo diventerà

Una messa di canonizzazione in piazza San Pietro
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Due nuovi santi e due nuovi beati per la Chiesa. Il 3 marzo, Papa Francesco ha incontrato il Cardinal Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, e ha approvato i decreti riguardanti quattro miracoli un decreto sulle virtù eroiche. Le date delle canonizzazioni saranno decise nel Concistoro del prossimo 15 marzo.

Sarà santo il Beato Emanuele Gonzàlez Garcia, vescovo di Palencia, fondatore dell’Unione Eucaristica Riparatrice e della Congregazione della Suore Missionarie Eucaristiche di Nazareth. È conosciuto come il “vescovo dei tabernacoli abbandonati”. Ha sempre sognato di diventare sacerdote, viene ordinate 3 settembre 1901. Durante il difficile periodo della Guerra civile spagnola, quando a Malaga vengono bruciate molte chiese e il palazzo episcopale, Gonzales Garcia affronta i rivoluzionari, poi si rifiugia in Gibilterra, e quindi ritorna in diocesi. La Santa Sede teme per la sua vita, lo manda in ritiro a Madrid, dove muore nel 1940. Il processo di beatificazione è iniziato il 2 maggio 1952. È dichiarato venerabile il 6 aprile 1998 e beatificato da Giovanni Paolo II il 29 aprile 2001.

Sarà santa anche Elisabetta della Trinità (al secolo, Elisabetta Catez), monaca professa dell’ordine dei Carmelitani Scalzi. Francese, Morta nel 1906, a soli 26 anni, aveva professato il voto di verginità già nel 1894, ed entrò nel Carmelo dopo aver superato le resistenze della madre. Emise la professione religiosa nel 1903, e la sua breve professione religiosa fu caratterizzata da sofferenza spirituali e corporali. Morì a causa del morbo di Addison il 19 novembre 1906.

Sarà invece Beato Maria-Eugenio di Gesù Bambino (al secolo: Enrico Grialou), sacerdote professo dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi e fondatore dell’Istituto Secolare di Nostra Signora della Vita. Henri Grialou (il suo nome secolare) nasce in una modesta famiglia di minatori dell’Aveyron, nel centro della Francia. Attirato dalle figure di Teresa del Gesù Bambino, San Giovanni della Croce e Santa Teresa d’Avila. È conosciuto come predicatore instancabile, che percepisce la sete spirituale di tutti.

Ci sarà anche una nuova beata argentina, Maria Antonia di San Giuseppe (Maria Antonia de Paz y Figueroa), fondatrice del Beaterio degli esercizi spirituali di Buenos Aires in Argentina.

É proclamato venerabile invece Stefano Ferrando, salesiano fondatore della Congregazione delle Suore Missionarie di Maria Ausiliatrice dei cristiani. Un vescovo missionario. Dopo la chiamata alle armi nella Prima Guerra Mondiale, fu nominato ad inizio anni venti, poco dopo l’ordinazione sacerdotale, capo spedizione di dieci giovanissimi salesiani e aspiranti salesiani, che avrebbero fatto l’anno di noviziato in India e precisamente in Assam.Con il nome di ‘Assam’ in quel tempo si indicava tutto il Nord-Est dell’India, la regione confina con il Tibet, la Cina, la Birmania; il gruppo arrivò a Shillong la capitale, il 23 dicembre 1923 e un mese dopo si diede inizio al noviziato di cui era maestro padre Deponti e Ferrando il suo aiutante. E fu vescovo in Oriente, a Krishgar in India, poi a Shillong. Si dimise da vescovo alla soglia dei 75 anni e Papa Paolo VI lo premiò con il titolo di arcivescovo titolare di Troina.

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