Ecco come Caritas Internationalis affronta l’emergenza ucraina

Il presidente di Caritas Ucraina e il segretario di Caritas Spes spiegano in che modo le loro organizzazioni aiutano le vittime della guerra. Caritas Europa focalizza i suoi sforzi sull’Ucraina

La conferenza stampa sulle attività in Ucraina di Caritas Internationalis, Radio Vaticana, Sala Marconi, 16 maggio 2022
Foto: Caritas Internationalis
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Almeno 13 milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case a causa della guerra in Ucraina, e hanno trovato riparo, rifugio e aiuto grazie alla straordinaria rete messa in piedi Caritas. Un network attivo in Ucraina, con Caritas Ucraina (della Chiesa latina) e Caritas Spes (della Chiesa Greco Cattolica Ucraina) e attivo anche di là dei confine. Intanto, Caritas Europa ha focalizzato ulteriormente i suoi sforzi sull’Ucraina.

Tetiana Stawnychy, presidente di Caritas Ucraina e appena eletta vicepresidente di Caritas Europa, ha relazionato a Papa Francesco insieme a padre Vyaceslav Grynevich, segretario generale di Caritas Spes. I due poi hanno tenuto una conferenza stampa il 16 maggio insieme ad Aloysius John, segretario generale di Caritas Internationalis, spiegando nel dettaglio e in concreto cosa si sta facendo.

Aloysisus John ha sottolineato che il network della Caritas “è stato in prima linea dall’inizio del conflitto, portando assistenza salvavita sia a quelli che sono rimasti in Ucraina che a quelli che hanno dovuto lasciare la loro patria.

Qualche cifra. Caritas Ucraina e Caritas Spes hanno fornito assistenza a circa 1,5 milioni di persone. Caritas Polonia ha distribuito più di 1 milione e mezzo di pasti a più di 500 mila persone, mentre Caritas Romania ha lanciato programme per venire incontro ai bisogni di medio e lungo termine dei rifugiati, inclusi i corsi di lingua e l’istruzione per i bambini. In Slovacchia sono stati stabiliti circa 76 centri operative.

Mentre Stawnychy ha ricordato che “dietro ogni numero c’è un volto”, padre Grynevich ha sottolineato che oggi “è difficile immaginare la fine della guerra” e che “l’immagine della guerra rimarrà con noi per sempre”.

Aloysisus John ha ricordato che Caritas Internationalis denuncia “questa violenza cieca contro civili innocenti” nella gguerra in Ucraina, che ha portato come dote migliaia di uomini, donne, bambini e anziani vulnerabili che chiedono supporto ai centri Caritas di Polonia, Romania, Moldova, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Silvia Sinibaldi, direttore per la Cooperazione Internazionale e Umanitaria di Caritas Europa, ha detto che ci sono state “giigantesche onde di solidarietà e suporto da persone singole, governi e altre organizzazioni”, e sottolineato che le organizzazioni Caritas in Europa hanno fornito “diversi servizi tra cui riparo, cibo, sicurezza, beni non alimentary, medicine, kit igienici, supporto psico sociale”, ma anche formazione ai volontari Caritas che si trovano in prima linea nell’emergenza.

Proprio Caritas Europa ha dato un forte segnale, eleggendo Statynycha vicepresidente di Cariats Europa per il quadriennio 2023 – 2024. La nomina è arrivata in una votazione che ha incluso 124 delegati da 39 nazioni, e che ha eletto un nuovo comitato esecutivo, confermando padre Michael Landau presidente per un secondo mandato.

La Conferenza è stata aperta da un videomessaggio di Antonio Gutterres, segretario generale delle Nazioni Unite, che ha sottolineato l’importanza delle Caritas nell’affrontare l’emerggenza.

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