Edith Stein: la Croce vissuta fino alla fine

Oggi la Chiesa celebra Santa Teresa Benedetta della Croce monaca carmelitana, uccisa ad Auschwitz dalla furia nazista.

Santa Teresa Benedetta della Croce
Foto: Wikicommons
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Sono passati 74 anni dal martirio di Teresa Benedetta dellla Croce, monaca carmelitana, uccisa ad Auschwitz dalla furia nazista. Pochi giorni fa il lager è stato meta del pellegrinaggio silenzioso di Papa Francesco che - sulla scia dei suoi immediati predecessori - ha reso omaggio ai milioni di uomini e donne sterminati in quel luogo di orrore.

Nata a Breslavia nel 1891 con il nome di Edith Stein, si convertì dalla religione ebraica a quella cattolica. Per sfuggire alle persecuzioni hitleriane, Teresa Benedetta si rifugiò in Olanda ma nel 1942 - dopo la denuncia della Chiesa Cattolica Olandese delle deportazioni antiebraiche - venne arrestata e deportata nel lager di Auschwitz, dove trovò la morte nelle camere a gas il 9 agosto 1942.

Atea convinta, Edith Stein si convertì al cattolicesimo dopo aver letto la vita di Santa Teresa d'Avila.

In convento Teresa Benedetta si diede allo studio della filosofia tomista, scrivendo il libro "Essere finito ed Essere eterno".

Edith Stein - disse Giovanni Paolo II nel giorno della beatificazione della monaca carmelitana - fu "una figlia d'Israele, che durante le persecuzioni dei nazisti è rimasta unita con fede ed amore al Signore Crocifisso, Gesù Cristo, quale cattolica ed al suo popolo quale ebrea".

Nel 1999 lo stesso Papa Wojtyla la sceglie quale Patrona d'Europa insieme a Santa Brigida di Svezia e a Santa Caterina da Siena.

Santa Teresa Benedetta della Croce - scriveva Giovanni Paolo II nel motu Proprio Spes aedificandi - "fece propria la sofferenza del popolo ebraico, a mano a mano che questa si acuì in quella feroce persecuzione nazista che resta, accanto ad altre gravi espressioni del totalitarismo, una delle macchie più oscure e vergognose dell'Europa del nostro secolo. Sentì allora che, nello sterminio sistematico degli ebrei, la croce di Cristo veniva addossata al suo popolo e visse come personale partecipazione ad essa la sua deportazione ed esecuzione nel tristemente famoso campo di Auschwzitz-Birkenau. Il suo grido si fonde con quello di tutte le vittime di quella immane tragedia, unito però al grido di Cristo, che assicura alla sofferenza umana una misteriosa e perenne fecondità. La sua immagine di santità resta per sempre legata al dramma della sua morte violenta, accanto ai tanti che la subirono con lei. E resta come annuncio del vangelo della Croce, con cui ella si volle immedesimare nel suo stesso nome di religiosa".

"Noi guardiamo oggi a Teresa Benedetta della Croce - concludeva il Papa - riconoscendo nella sua testimonianza di vittima innocente, da una parte, l'imitazione dell'Agnello Immolato e la protesta levata contro tutte le violazioni dei diritti fondamentali della persona, dall'altra, il pegno di quel rinnovato incontro di ebrei e cristiani, che nella linea auspicata dal Concilio Vaticano II, sta conoscendo una promettente stagione di reciproca apertura. Dichiarare oggi Edith Stein compatrona d'Europa significa porre sull'orizzonte del vecchio Continente un vessillo di rispetto, di tolleranza, di accoglienza, che invita uomini e donne a comprendersi e ad accettarsi al di là delle diversità etniche, culturali e religiose, per formare una società veramente fraterna".

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