Enciclica, Zizioulas: "Peccato ecologico è peccato contro Dio"

Il Metropolita Zizioulas
Foto: Angela Ambrogetti - Aci Stampa
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"E' un grande onore essere qui: è un evento di portata storica la promulgazione di questa enciclica, esprimo gratitudine e sono onorato che il Patriarca Bartolomeo mi abbia chiesto di trasmettere la sua gioia personale per questa enciclica". Con queste parole il Metropolita di Pergamo, Ioannis Zizioulas ha esordito presentando l'Enciclica di Papa Francesco, Laudato sì.

"Il Patriarcato di Costantinopoli - ha ricordato Zizioulas - è stato tra i primi a portare all'attenzione del mondo la gravità della questione ecologica, sottolineando l'importanza di raggiungere attraverso mezzi spirituali soluzioni per tutelare l'ambiente. Già nel 1989 il Patriarca Dimitrios promulgò una enciclica sulla questione ecologica a cui seguirono attività come conferenze e seminari per promuovere una coscienza ecologica nelle comunità".

Per questo l'enciclica di Papa Francesco "è motivo di gioia e soddisfazione per gli ortodossi. Diciamo grazie a Sua Santitùà per aver fatto sentire la sua voce autorevole a tutela del creato e in difesa dai danni che noi uomini procuriamo: l'enciclica avrà effetti a livello mondiale sulle coscienze".

Il testo - ha ancora osservato il Metropolita - contiene "spunti rivolti a tutti, soprattutto ai fedeli della Chiesa. Le mie osservazioni si limitano alla ricchezza del pensiero teologico dell'enciclica". Nello specifico la "teologia dell'ecologia: nei tradizionali manuali di teologia si parla poco di ecologia. L'enciclica dedica il capitolo 2 a quetso tema, evidenzia che la vita umana si basa su 3 relazioni, quella con Dio, con il prossimo e con la terra. Questa terza relazione è statta trascurata dalla teologia cristiana. Nell'incarnazione Gesù si è assunto l'intero creato, ha salvato l'intero creato non solo l'umanità. Nel celebrare l'Eucaristia noi offriamo pane e vino, innalzati come doni del craeto, che è un è dono di Dio. Gli esseri umani attraverso il sacrificio eucaristico non sono padroni ma sacerdoti del creato. Questo riporta a San Francesco e al Laudato si, poichè tutto il creato è permeato dalla presenza di Dio, tutto dichiara la sua gloria e l'uomo canta la gloria di Dio".

Secondo Zizioulas inoltre la "crisi ecologica è un promblema di ordine spirituale, tutto nasce dal peccato. Esiste il peccato ecologico, e questo deve essere portato alla coscienza dei cristiani. La rottura tra uomo e natura è dovuta dall'emergere dell'individualismo e la felicità indivuduale e l'avidità umana ne sono le cause. Esiste una dimensione sociale dell'ecologia, la crisi ecologica va di pari passo con la diffusione delle ingiustizie sociali. Il peccato ecologico è un peccato contro Dio e contro il prossimo, un peccato contro le future genereazioni. Noi trasmettiamo alle generazioni future un mondo danneggiato che va oltre le possibilità di ripararlo e ora bisogna agire responsabilmente verso chi ci succederà".

A questo punto il Metropolita rilancia il concetto di "ascetismo ecologico, una idea sgradevole per la cultura odierna, che misura tutto in base ad aumento dei capitali e dei consumi. Lo spirito di ascetismo deve essere adottato per far sopravvivere il pianeta. Non dobbiamo abusare delle risorse naturali, dobbiamo poratre avanti questo nostro compito e l'enciclica ci aiuta".

Infine Zizioulas richiama al rapporto tra ecologia e preghiera, citando la stessa orazione scritta in coda all'enciclica da Papa Francesco. Il rappresentante di Bartolomeo ricorda anche che il Patriarcato ha dedicato il primo settembre di ogni anno alla preghiera per l'ambiente ed il primo settembre corrisponde al primo giorno dell'anno ecclesiastico. "Tutti i cristiani - ha auspicato - potrebbero adottare comunemente questa data".

L'enciclica Laudato sì ha dunque una "importanza ecumenica". E l'ecumenismo si muove nel tempo, nello spazio e nell'esistenza. E quest'ultima dimensione, quella esistenziale, è trascurata. Necessario - ha osservato il Metropolita ortodosso - "uno sforzo per affrontare insieme i problemi esistenziali che preoccupano l'umanità, e la questione ecologica è la candidata più evidente. Il significato dell'enciclica dunque va oltre, ha una importante dimensione ecumenica" che si manifesta anche nel martirio di tanti cristiani. "Dobbiamo unirci per prevenire le conseguenze del presente e questa enicilica è una chiamata all'unità, nel rispettare tutti e tutto quello che ci è concesso da Dio".

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