Europa, lavoro e presidenza CEI. Il punto di Monsignor Galantino

Mons. Nunzio Galantino
Foto: MM ACI Stampa
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Monsignor Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, ha illustrato stamane l’esito dei lavori del Consiglio Episcopale permanente riunitosi nei giorni scorsi per l’ultima volta sotto la presidenza del Cardinale Angelo Bagnasco che lascerà la guida dei Vescovi italiani al termine dell’Assemblea Generale di maggio che si terrà come di consueto in Vaticano e che sarà aperta personalmente da Papa Francesco. La terna di nomi per la successione al Cardinale Bagnasco sarà presentata al Pontefice in Assemblea Generale. Poi sarà Francesco a scegliere. Ci sarà una votazione segreta e si potrà scegliere tra tutti i Vescovi residenziali in Italia. Si voterà già dal secondo giorno di Assemblea. 

“E’ un episodio quello di Londra - ha detto in apertura Monsignor Galantino - che ci ricaccia indietro, ci fa abitare il terreno della paura e ci ripropone interrogativi che non riguardano soltanto l’organizzazione della difesa né trovano soluzioni in chiusure. Tutti stanno dicendo questo. Siamo smarriti, ci vengano risparmiati i soliti mantra intrisi di insopportabile sciacallaggio”. 

Il comunicato finale sposa in toto la prolusione con cui il Cardinale Bagnasco ha aperto i lavori del Consiglio Permanente. A partire dalle considerazioni sull’Unione Europea che celebra in questi giorni il 60/mo anniversario di attività. No a spinte populiste e disgreganti, l’Europa non è appiattimento, ha osservato Galantino. E sul fronte migranti - ha detto ancora il presule - la Chiesa italiana non indietreggia, anzi rilancia anche sul fronte dei corridoi umanitari. La famiglia non è un fatto di Chiesa, ma di società. La famiglia non va disgregata, è stato il monito del Segretario Generale della CEI. Non è mancato un riferimento al populismo. Tanti oggi ne sono preoccupati perché il populismo si nutre della mancanza di memoria di tanti nostri concittadini. 

I Vescovi inoltre hanno ribadito la “vicinanza ai Pastori e alle Comunità delle regioni maggiormente interessate da fenomeni mafiosi: nella consapevolezza che questi non conoscono frontiere, ribadiscono l’impegno per la giustizia e la legalità, patrimonio comune che porta a rigettare ogni forma di malavita organizzata. “Chi si impegna contro la mafia non lo fa a titolo personale ma lo fa perché è è un affare di Chiesa”, ha detto ancora il Segretario Generale. Proposto, anzi ribadito, un approccio educativo sul fronte dei mezzi di comunicazione. 

 Sulla emergenza lavoro la Chiesa italiana ribadisce “la volontà di farsi prossima a quanti soffrono la disoccupazione e le sue conseguenze, di alzare la voce contro gli ostacoli all’accesso dei giovani, il lavoro nero e le vittime del lavoro, si unisce all’impegno per l’apertura di processi che si traducano in proposte e soluzioni per il mondo del lavoro. Interessano sia il rapporto tra il momento formativo e quello lavorativo, sia il ruolo e la condizione della donna; a far da sfondo, il cambiamento continuo veicolato dalla rivoluzione tecnologica ed espresso in stili di vita e modelli etici”.

In particolare la CEI lavora alla 48ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia che si terrà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre prossimi. “Il cammino verso Cagliari – spiega il comunicato dei Vescovi – si articola su quattro registri comunicativi: la denuncia delle troppe zone di discriminazione, disagio e sfruttamento; l’ascolto e la narrazione dell’esperienza lavorativa contemporanea; la raccolta e la condivisione di buone pratiche, che già oggi creano nuove occasioni occupazionali; la formulazione di proposte capaci di incidere sui contesti giuridici, istituzionali e organizzativi, tanto a livello locale che nazionale”.

 

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