Fratel Andrea Pozzo: gesuita ed artista alla scoperta dell'Assoluto

Tra le sue opere spiccano gli affreschi della chiesa Sant'Ignazio al Campo Marzio

Il presbiterio della chiesa di S. Ignazio
Foto: pubblico dominio
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Visitando le camerette di Sant'Ignazio, presso la residenza del Gesù a Roma, si resta ammirati dallo spettacolo del corridoio che crea una profondità che non c'è. Lo stesso si scopre guardando la cupola di Sant'Ignazio al Campo Marzio.

Autore delle due opere è un gesuita: fratel Andrea Pozzo

Il religioso nasce a Trento nel 1642. Ricordarne l'opera ed il lavoro è tenere presente la propria consacrazione religiosa nella Compagnia di Gesù, che gli consentirà di approfondire e sviluppare una professionalità unica nel suo genere.

Leggendo nelle gradi linee della spiritualità della Compagnia di Gesù si scopre come un figlio di Sant'Ignazio è chiamato a trovare Dio in tutte le cose. Questo è ciò che ha contraddistinto l'attività di fratel Pozzo che, con l'arte, ha lodato quel Dio absconditus nel cuore dell'uomo.

Entrato tra i Gesuiti nel 1664 presso la comunità di San Fedele a Milano vi segue tutto l'iter formativo, approfondendo non solo l'arte di discernere la volontà di Dio, ma di cercarlo in quelle doti che il Signore aveva messo nel suo cuore.

I superiori intuendone le ottime doti, da subito, lo invogliano nel seguire l’arte. In questo il religioso segue ciò che sente non dimenticando come l'attività artistica è affermazione di quella bellezza, ascoltata nelle pericope evangeliche e resa concreta nella scelta religiosa.

Molte le opere realizzate, come ad esempio la cupola nella chiesa di Sant'Ignazio a Roma e la sua spettacolare volta che ricorda l'apostolato della Compagnia nei vari continenti della terra, il corridoio della camera di Sant'Ignazio nella casa professa del Gesù, gli affreschi della chiesa dei Santi Martiri a Torino, purtroppo andati perduti, e la decorazione della chiesa di San Francesco Saverio a Mondovì. Queste rappresentano parte di quel percorso nato nell'umano e concluso nel divino delle proprie rappresentazioni.

Giochi di luce ed uno studio attento della prospettiva sono gli strumenti usati dall'artista per lasciare senza fiato lo spettatore di quelle opere che a distanza di secoli educano al bello portando alla fede.

Spira  il 31 agosto 1709 a Vienna lasciando il ricordo di come l'arte può essere una modalità per lodare Dio.

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