Fratelli della Carità, la decisione di essere “radicali nella profezia”

Il nuovo direttivo dei fratelli della Carità. Al centro, il Superiore Generale, Fratel René Stockman
Foto: Fratelli della Carità
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Siate radicali nella profezia come uomini consacrati nella missione della carità”. Sono queste le direttive per i prossimi anni stabilite dai Fratelli della Carità al termine del loro 23esimo capitolo generale.

I Fratelli della Carità sono una Congregazione religiosa composta da fratelli (non sacerdoti), nata in Belgio alla fine del XIX secolo, con la vocazione di praticare la carità in maniera professionale, e in particolare nella cura delle persone, con una specializzazione nella cura dei malati psichiatrici.

Gestiscono vari ospedali nel mondo, e 15 sono in Belgio, dati in gestione ad una organizzazione denominata “Fratelli della Carità”, il cui board è però composto in maggioranza da persone esterne alla Congregazione. Questo board ha incluso la possibilità di praticare l’eutanasia nelle linee guida degli ospedali in Belgio.

La questione aveva creato un fortissimo dibattito interno, e il superiore generale della Congregazione, Fratel René Stockman, aveva combattuto duramente per cambiare le linee guida, chiedendo anche alla Santa Sede di prendere una posizione netta.

La linea anti-eutanasia è stata confermata in questo 23esimo capitolo generale. Non solo le linee guida, ispirate alla radicalità evangelica, lanciano un segnale forte su quello che dovrà essere la Congregazione nei prossimi anni. Anche la nuova amministrazione generale della Congregazione è stata eletta, riconfermando Fratel René Stockman come Superiore Generale.

Nel consiglio generale, a fianco a Fratel Stockman, siederà Fratel Jean-Marie Mikonkole (Repubblica Democratica del Congo) come Vicario generale. Assistenti generali sono stati eletti Jimi Antonio Huayta-Rivera (Peru) e Déogratias Rwabudandi Masasi (Rwanda).

In una nota della Congregazione, i Fratelli ringraziano “tutti quelli che ci sono stati vicini nella preghiera fervente durante questo periodo capitolare” e affermano che “faranno i loro sforzi di rimanere fedeli in modo attivo al carisma di Padre Triest”.

Padre Pierre-Joseph Triest era il Fondatore della Congregazione. Molto coinvolto nell’opera di ricostruzione delle strutture nel periodo successivo alla Rivoluzione Francese, padre Triest fondò la Congregazione a Gand, in Belgio, nel 1807, con la missione originale di curare i poveri sulla base della visione di San Vincenzo de’ Paoli.

Il “sì all’eutanasia” a certe condizioni negli ospedali belgi dei Fratelli della Carità era stato dato adlle linee guida dell’Organizzazione Fratelli della Carità, che gestisce i 15 ospedali della Congregazione.

I membri dell’Organizzazione erano stati invitati in Vaticano a spiegare le ragioni della loro scelta lo scorso ottobre, sebbene poi una data per l’incontro non fosse stata comunicata. Possibile che un primo incontro sia già avvenuto, e che il dialogo sia in corso.

La convocazione in Vaticano – per la quale non è stata comunicata un data – è venuta a seguito dell’ultimo incontro che Fratel René Stockman, generale della Congregazione, ha avuto con le autorità vaticane lo scorso 29 settembre. Al centro della riunione, gli sviluppi del caso dei Fratelli della Carità e i possibili sviluppi.

Il caso era scoppiato quando l’Organizzazione Fratelli della Carità, una non profit costituita per la gestione degli ospedali in Belgio, aveva ammesso nel protocollo dell’ospedale la possibilità di praticare l’eutanasia, considerata un “atto medico” a determinate condizioni.

 

Il superiore generale della Congregazione si era subito opposto alla scelta, che era stata presa al di fuori della Congregazione, perché il board è composto da 15 membri, di cui solo tre sono Fratelli Professi.

La Congregazione si era subito mossa per fare cambiare il protocollo, ma aveva ricevuto un netto rifiuto dal board, presieduto dall’ex premier belga Hermann van Rompuy.

Di certo, è stato subito chiaro che il dialogo in corso non cambia la richiesta della Congregazione di conformare le linee guida degli ospedali alla dottrina cattolica.

La conferma di Fratel Stockmann alla guida dei Fratelli della Carità testimonia che è questa la linea che i Fratelli vogliono seguire.

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