Ghisoni: "Tornare alla comunione della Chiesa comporta ricchezza e forza”

La dottoressa Linda Ghisoni
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Ad aprire la sessione pomeridiana dei lavori odierni è stata Linda Ghisoni, Sottosegretario per la Sezione per i fedeli laici del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

Cosa significa “Communio”? Come si può agire insieme contro l’abuso sui minori nella Chiesa? La relazione della dottoressa Ghisone parte proprio da questo: “Credo piuttosto che insieme, nell'ascolto reciproco e fattivo, ci impegniamo a lavorare affinché in futuro non desti più tanto clamore un evento come questo Meeting, e la Chiesa, Popolo di Dio, si prenda cura, in modo competente, responsabile e amorevole, delle persone coinvolte, di quanto accaduto, affinché la prevenzione non si esaurisca in un bel programma, ma divenga atteggiamento pastorale ordinario”.

La dottoressa Ghisoni nella sua relazione parla del tema principale di oggi “l'accountability”, che“ impone un'operazione di valutazione e rendicontazione rispetto a scelte compiute e ad obiettivi individuati e più o meno realizzati”.

“Essa – continua il Sottosegretario - risponde ad esigenze di carattere sociale, ponendo la persona che è investita di responsabilità dinanzi ad una resa dei conti non soltanto con se stessa ma anche nei confronti della società in cui vive e a beneficio della quale è chiamata a svolgere un determinato incarico”.

Per la Ghisoni “bisogna tornare alla natura comunionale della Chiesa, dove si realizzano le diversità di carismi e ministeri non significa appiattimento ma comporta ricchezza e forza, aiuta a trovare le ragioni per evitare questi slogan estremi e improduttivi”.

“Prendere coscienza del fenomeno e rendere conto della propria responsabilità non è una fissazione – sottolinea la Ghisoni - non è un'azione inquisitoria accessoria per soddisfare mere esigenze sociali, bensì un'esigenza scaturente dalla natura stessa della Chiesa come mistero di comunione fondato nella Trinità, come Popolo di Dio in cammino, che non evita, ma affronta, con sempre rinnovata consapevolezza comunionale, anche le sfide legate agli abusi occorsi al suo interno a danno dei più piccoli minando e spaccando questa comunione”.

“Tenuto conto della diversità dovuta ai vari contesti culturali e sociali in cui è presente la Chiesa – conclude la dottoressa Ghisoni - non vi sia una businnes class in alcune chiese particolari e una economy class in altre, ma l'unica Chiesa di Cristo si esprima dovunque, garantendo a tutti, dappertutto, strumenti, procedure, criteri che, al di là delle necessarie peculiarità locali, tutelino i minori perseguendo la verità, la giustizia, promuovendo la riparazione e la prevenzione in tema di abusi sessuali”.

Infine la proposta: "Occorrerà rivedere l'attuale normativa sul segreto pontificio, in modo che esso tuteli i valori che intende proteggere, ossia la dignità delle persone coinvolte, la buona fama di ciascuno, il bene della Chiesa, ma nello stesso tempo consenta lo sviluppo di un clima di maggiore trasparenza e fiducia, evitando l’idea che il segreto venga utilizzato per nascondere problemi anziché per proteggere i beni in gioco". 

 

 

 

 

 

 

 

 

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