Giornata del Rifugiato, la Chiesa è in prima linea

Il Papa con i piccoli rifugiati
Foto: L'Osservatore Romano
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La nostra concreta attenzione deve andare "a donne, uomini, bambini in fuga da conflitti, violenze e persecuzioni. Ricordiamo anche nella preghiera quanti di loro hanno perso la vita in mare o in estenuanti viaggi via terra. Le loro storie di dolore e di speranza possono diventare opportunità di incontro fraterno e di vera conoscenza reciproca. Infatti, l’incontro personale con i rifugiati dissipa paure e ideologie distorte, e diventa fattore di crescita in umanità, capace di fare spazio a sentimenti di apertura e alla costruzione di ponti". Sono le parole di Papa Francesco, pronunciate domenica scorsa all'Angelus, con cui ha ricordato la Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra oggi in tutto il mondo.

Secondo la Fondazione Migrantes - organismo della CEI - occorre "una concreta attenzione a costruire un sistema di accoglienza diffuso, con la responsabilità di tutti, che eviti sprechi e corruzione, che moltiplichi le opportunità di incontro fraterno e di vera conoscenza reciproca". Migrantes invita "a vivere la Giornata mondiale del Rifugiato andando a visitare nelle nostre comunità un centro, una realtà di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati: una visita e un incontro personale che allargherà la conoscenza e aiuterà una relazione fraterna".

La Giornata Mondiale del Rifugiato è anche una occasione di impegno ecumenico. E lo dimostra una nota firmata - tra gli altri - da Sant'Egidio, Gesuiti, Caritas, Anglicani, Luterani. 

"In tutto il mondo - si legge nella nota comune - donne, uomini e bambini sono costretti da violenze, persecuzioni, catastrofi naturali e provocate dall'uomo, da carestie e altri fattori ad abbandonare le proprie terre di origine. L'opposizione di alcuni paesi nei confronti della migrazione degli sfollati con la forza non impedisce a chi è esposto a intollerabili sofferenze di abbandonare la propria casa. I paesi ricchi non possono evadere la responsabilità delle ferite inferte al nostro pianeta – catastrofi ambientali, traffico di armi, diseguaglianze nelle condizioni di sviluppo – che causano la migrazione forzata e la tratta di esseri umani. Se è vero che l'arrivo di migranti nei paesi più sviluppati può porre sfide non indifferenti, è altrettanto vero che può costituire opportunità di apertura e cambiamento. Le società che trovano il coraggio e la visione per superare la paura dello straniero e del migrante, scoprono ben presto le ricchezze che i migranti portano con sé, da sempre".

"Se noi - si legge ancora nel testo - membri della famiglia cristiana, continuiamo a guardare ai rifugiati come a un peso, ci priviamo delle opportunità di esprimere solidarietà; opportunità che sono sempre e comunque di mutuo apprendimento, di reciproco arricchimento, di rispettiva crescita. Non basta che i cristiani professino amore per Cristo: un credo è autentico soltanto se espresso attraverso un atto di amore. Noi siamo un unico Corpo di Cristo, indiviso. Nell'incontro con i nostri fratelli e sorelle rifugiati, Dio ci parla e ci benedice. In ogni vero incontro si realizza uno scambio di doni. Condividendo con altri ciò che abbiamo e possediamo, scopriamo che tutto ci è dato gratuitamente da Dio. Allo stesso tempo, accogliendo coloro con cui veniamo a contatto, incontriamo il Dio che è sempre e già presente accanto ai vulnerabili, a chi vive nelle periferie, e nel prossimo".

I muri - conclude il comunicato - non solo reali "ma anche muri di paura, pregiudizio, odio, ideologie. Cerchiamo , in quanto unica famiglia umana, di costruire ponti di solidarietà anziché muri che dividono. Le nostre sorelle, i nostri fratelli rifugiati ci offrono opportunità di mutuo arricchimento e sviluppo: è Dio che ci fa incontrare".

E sul fronte dell'accoglienza si segnala anche l'impegno dei Salesiani. Nel 2016 in Italia - segnala Federazione SCS - Salesiani per il sociale - sono sbarcati 25.846 minori non accompagnati: i Figli di Don Bosco hanno attivato 12 servizi per 207 minori non accompagnati, sei i servizi attivati per l’accoglienza dei profughi e dei rifugiati che hanno raggiunto 262 persone. Inoltre, ci sono stati 14 servizi di corsi di lingua italiana per 677 beneficiari e 4 servizi per progetti di inserimento lavorativo per 96 persone.

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